Personale Enti locali. Aumenta la spesa per quello delle Regioni. Il report della Corte dei conti

Personale Enti locali. Aumenta la spesa per quello delle Regioni. Il report della Corte dei conti

Personale Enti locali. Aumenta la spesa per quello delle Regioni. Il report della Corte dei conti
La Corte evidenzia come per Comuni e Province sono diminuite sia le unità che le spese. In controtendenza le Regioni, soprattutto per quanto riguarda il personale dirigente per cui sono cresciute le spese del 4,6%. “Tale circostanza è sintomatica della reiterata prassi di ripartire le risorse del trattamento accessorio tra i dirigenti rimasti in servizio”. IL RAPPORTO

Nel 2013 gli occupati di Regioni, province e comuni ammontano a 533mila unità per un costo di 15mld di euro. In calo unità e spese per province e Comuni, mentre le Regioni, a fronte di un calo delle unità hanno aumentato le spese, soprattutto per il personale dirigente. Questi alcuni numeri contenuti nel rapporto “La spesa per il personale degli enti territoriali” della Corte dei conti che ha analizzato l’andamento della consistenza numerica delle spese per il personale delle Regioni a statuto ordinario e speciale, comprese le Province autonome, e degli Enti locali (Province e Comuni) per l’esercizio 2013, quali risultanti dal SIstema COnoscitivo del Personale (SICO), il sistema informativo utilizzato dall'IGOP per rilevare i dati statistici del pubblico impiego. L’analisi non comprende gli organismi partecipati, che non sono soggetti all’obbligo di redazione del conto annuale (lo saranno dal 2014, se inclusi nell’elenco annuale ISTAT).
 
La rilevazione, riferita all’esercizio 2013, mostra che l’intero settore occupa, complessivamente, circa 533.000 unità, distribuite tra personale dirigente, segretari comunali/provinciali e direttori generali, personale con qualifica non dirigenziale (appartenente alle c.d. categorie o con contratto di lavoro flessibile). 
 
La spesa totale del comparto ammonta a circa 15 miliardi di euro (di cui 2,8 per le Regioni, 1,5 per le Province e 10,9 per i Comuni), con esclusione della spesa relativa ai contratti di lavoro flessibile, che non viene rilevata in SICO. 
Nel 2013, per l’insieme degli enti esaminati a livello nazionale, la spesa media per dipendente regionale ammonta a 34.870 euro, a fronte dei 27.922 e 28.156, rispettivamente, per dipendente comunale e dipendente provinciale. La spesa media per il personale dirigente è di 89.748 euro nelle Regioni, 85.075 nei Comuni e 97.444 nelle Province. 
 
“La distribuzione non uniforme del personale sul territorio nazionale – sottolinea la Corte – , con punte di maggiore concentrazione nelle Regioni del Sud e in Sicilia, si riflette anche sul rapporto di incidenza tra dipendenti e dirigenti, in sé sintomatico della corretta organizzazione degli apparati amministrativi”.
 
Sotto questo profilo la Corte ha rilevato che “mentre nel complesso delle Regioni l’incidenza è di un dirigente ogni 14 unità di personale, nei Comuni è di 1 ogni 67 e nelle Province di 1 ogni 53, con significative variazioni da Regione a Regione. In taluni casi (riferibili al personale delle Regioni e di alcuni Comuni) tale rapporto, pur essendo ampiamente favorevole rispetto alla media, non può tuttavia essere considerato indicativo di un’ottimale organizzazione del lavoro per la presenza di un elevato numero di personale”. 
 
Gli effetti delle misure di contenimento delle dinamiche occupazionali e retributive si rilevano nella maggior parte degli enti. In particolare, variazioni della consistenza media si registrano nei Comuni (con una riduzione dei segretari comunali/direttori generali del 3,70%, dei dirigenti dell’11,25% e dei non dirigenti del 4,71%, a fronte di una diminuzione della spesa totale complessiva del 5,52%), e nelle Province, ove, alla flessione del personale (segretari provinciali/direttori generali del 9,59%, dirigenti del 16,50% e non dirigenti del 6,98%) corrisponde un decremento della spesa totale del 7,54%. 
Più articolata la situazione nelle Regioni ove, a livello nazionale, a fronte di una riduzione delle unità annue pari a 2,54 % nel triennio 2011/2013, si assiste ad un aumento della spesa totale dell’ 1,39%. 
 
“Al riguardo – rimarca la Corte – , un indicatore significativo ai fini dell’analisi del costo del personale, in quanto indipendente dal numero dei soggetti, è costituito dalla spesa media, che, in presenza dei noti vincoli/blocchi stipendiali, dovrebbe rimanere stabile. Si rileva, invece, la tendenza della stessa a crescere in talune realtà territoriali, nonostante una sensibile contrazione della consistenza del personale dirigente (nelle Regioni, alla riduzione delle unità annue del 5,38 corrisponde un aumento della spesa media pari al 4,67%). 
 
“Tale circostanza – rileva infine la Corte – è sintomatica della reiterata prassi di ripartire le risorse del trattamento accessorio tra i dirigenti rimasti in servizio, in contrasto con il disposto dell’art. 9, co. 2-bis, d.l. n. 78/2010”. 

13 Maggio 2015

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