Persone con paralisi. In Consiglio Lombardia via iter per legge su Unità Spinali

Persone con paralisi. In Consiglio Lombardia via iter per legge su Unità Spinali

Persone con paralisi. In Consiglio Lombardia via iter per legge su Unità Spinali
Il testo, in 16 articoli, punta a potenziare l’assistenza, anche attraverso il rafforzamento delle Unità spinali (attualmente in Lombardia ci sono reparti al “Niguarda” di Milano, il “Morelli” di Sondaloe e al presidio di Mozzo del “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo). A questo scopo la Giunta regionale dovrà, entro 6 mesi, valutare il fabbisogno e incrementare risorse e posti letto. Prevista anche l’istituzione di un Registro regionale e la creino di una Rete fra Unità Spinali e Strutture riabilitative del Territorio. IL TESTO PRESENTATO

Iniziata in Commissione consiliare Sanità, presieduta da Emanuele Monti (Lega), la trattazione del progetto di legge per sviluppare l’assistenza alle persone con paralisi, traumatica e non traumatica. Il testo, elaborato dal gruppo di lavoro bipartisan coordinato dal vice presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti (PD) e condiviso con l’Ufficio legislativo del Consiglio e con le Direzioni Generali Bilancio e Welfare, è stato illustrato oggi durante la seduta della Commissione da Alessandra Cappellari (Lega), presidente delle Commissione Affari istituzionali.

Il testo, 16 articoli, definisce le Unità spinali come “struttura complessa di alta specialità riabilitativa, finalizzata ad affrontare e soddisfare i bisogni clinici, terapeutici-riabilitativi e psicologico-sociali delle persone con lesione midollare, traumatica e non traumatica”. Attualmente in Lombardia si contano tre reparti (ospedale “Niguarda” di Milano, il “Morelli” di Sondalo (SO) e il presidio di Mozzo del “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo): entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale dovrà definire, secondo il fabbisogno regionale, l’incremento di dotazione complessiva di risorse e posti letto delle Unità Spinali lombarde (attualmente sono 74 posti).

Oltre ai criteri di appropriatezza, il testo definisce anche la presa in carico unitaria, finalizzata al recupero della massima autonomia compatibile con il livello di lesione e con la situazione clinica generale, coinvolgendo professionisti dell’area sanitaria e psicologica, oltre a un gruppo multidisciplinare di medici costituito da fisiatri, anestesisti, neurofisiologi, neurologi, urologi, andrologi, infermieri, fisioterapisti, anche con formazione in fisioterapia respiratoria, terapisti occupazionali, chinesiologi, logopedisti con competenza nella disfagia, assistenti sociali, psicologi, nonché ulteriori figure professionali, necessarie per assicurare una adeguata presa in carico che deve affrontare aspetti clinico-diagnostici, funzionali, psicosociali. Un’assistenza che deve gestire il recupero, ove possibile, di molte funzioni: neurologica, cognitiva e psico-affettiva, complicanze muscolo scheletriche, ma anche aspetti riguardanti l’attività sessuale, la fertilità e il supporto alla gravidanza.

Un articolo apposito riguarda anche la presa in carico di pazienti in età pediatrica.

Il testo punta inoltre a creare, entro dodici mesi, “la Rete fra Unità Spinali e Strutture riabilitative del Territorio (RUST)”, individuando modelli di percorso assistenziale e presidi del territorio finalizzati a garantire i servizi necessari alla persona con lesione al midollo spinale, anche in seguito alle dimissioni ospedaliere.

A corredo del sistema delle cure per mielolesi, l’istituzione del Registro regionale e il Tavolo di lavoro sono gli strumenti per valutare il funzionamento del sistema sociosanitario regionale. Piena cittadinanza viene riconosciuta alle associazioni di utenti e familiari, che possono collaborare sia per la cura e riabilitazione sia per gli aspetti socializzanti, ricreativi e di inclusione sociale e lavorativa.

“Auspico che il tema, molto sentito, venga colto e affrontato dalla Commissione in tempi brevi”, commenta la relatrice Alessandra Cappellari in una nota diramata dal Consiglio.

Soddisfazione per la presentazione del testo è stata espressa anche dal vice presidente del Consiglio Carlo Borghetti, che ha ricordato come “l’origine di questo progetto di legge va trovata nella visita che la Commissione fece prime della pandemia all’Unità spinale del Niguarda. Da allora, il testo si è sicuramente perfezionato e migliorato, soprattutto per quanto riguarda una migliore relazione tra le Unità spinali ospedaliere e i servizi territoriali che possono prendere in carico persone con lesioni al midollo, che spesso diventano pazienti cronici e che possono trovare sul territorio risposte adeguate alle loro esigenze particolari”.

Il progetto di legge dovrebbe essere approvato dalla Commissione nella seduta del16 novembre.

02 Novembre 2022

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