Petropulacos accusa medici di corporativismo. La replica: “Inutili provocazioni”

Petropulacos accusa medici di corporativismo. La replica: “Inutili provocazioni”

Petropulacos accusa medici di corporativismo. La replica: “Inutili provocazioni”
Partecipando a un convegno, il Direttore dei dipartimenti Salute (attualmente sospesa dopo uno scontro con l’assessore Donini), se l’è presa con quei medici che di fronte alle novità “vanno indietro come i cavalli”. L’intesindacale della dirigenza medica e sanitaria risponde: “Non temiamo il confronto e sosteniamo la necessità di un dialogo tra figure professionali differenti. Non siamo disponibili a strumentalizzazioni”.

Dopo lo scontro con l’assessore alla Salute Raffaele Donini, il direttore del Dipartimento Salute dell’Emilia Romagna (ora sospesa dall’incarico proprio a causa di quello scontro), Kyriakoula Petropulacos, conosciuta da tutti come Licia, torna a far discutere con le sue dichiarazioni, che questa volta puntano dritto contro i medici.

Intervenendo a un convegno, Petropulacos se l’è presa con quei medici che, di fronte alle novità, “vanno indietro come i cavalli” (queste le sua parole rilanciate dal Resto del Carlino). E in riferimento al ruolo svolto dai farmacisti nel corso dell’emergenza Covid, ha osservato come abbiano fatto “cose prima impensabili. Sono potuti intervenire direttamente sul corpo umano per intenderci, cosa che prima era prerogativa di medici o infermieri. In un Paese corporativo, abbiamo aperto una porta chiusa a doppia mandata”, ha detto Petropulacos.

Richiamando alla vicenda che vide l’Omceo Bologna aprire un procedimento contro l’ex assessore Sergio Venturi per avere previsto, nelle linee operative per le ambulanze, nuovi compiti per gli infermieri, Petropulacos commenta: “Abbiamo fatto tanta strada tra questo episodio e i farmacisti che fanno i vaccini e i tamponi”, ma l’idea di infermieri specializzati e autonomi “non piace a certi medici”.

Per Petropulacos “nessuno è motivato a laurearsi per fare un lavoro che è ancora ’ottocentesco’, non abbiamo vocazioni. Va rivisto il tema dell’autonomia delle professioni” e “le scuole di specializzazione vanno rinnovate”.

Non si è fatta attendere la replica dell’intersindcale medica e sanitaria, che in una nota sottoscritta da Matteo Nicolini per Aaroi Emac, da Ester Pasetti per Anaao Assomed, da Massimo Laus per Anpo Ascolti, da Salvatore Lumia per Cimo, da Alberto Zaccaroni per Fesmed, da Gilda Zammillo per Fassid e da Luca Turrini per Fvm, osserva come “il servizio sanitario nazionale e regionale stanno attraversando un lungo periodo di forte crisi, multi determinata e che grava interamente sulle spalle del personale sanitario tutto”.

La situazione, per i sindacati, è la seguente: “Ognuno partecipa e contribuisce secondo la specificità dettata da percorso formativo e ruolo. Ognuno risponde del proprio operato secondo quanto stabilito dalle normative. Auspichiamo e promuoviamo da anni una riforma qualificante dei percorsi formativi ed una adeguata definizione delle responsabilità. Nulla ci spaventa. La pandemia ne è stata, se mai ce ne fosse bisogno, la prova”.

“Il PNRR, il DM 71, la revisione del DM 70 – dichiara ancora l’Intersindacale -, sono temi caldi, affrontati ancora una volta senza un adeguato coinvolgimento di chi ne subirà le conseguenze: cittadini, operatori sanitari, dirigenti medici e sanitari. Divisi da differenti regole di ingaggio, uniti dal quotidiano impegno in difesa della salute di tutti. Mai come in questi anni si assiste ad una carenza vocazionale importante in tutte le professioni sanitarie. Lavori quanto mai disagiati a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti anche se in alcuni più evidenti”.

Tuttavia, proseguono i sindacati, “non riteniamo che interventi a gamba tesa e valutazioni di merito non supportate da evidenza possano giovare alla soluzione di problemi complessi quali la necessaria ricerca di una nuova sostenibilità per il Ssn”.

“I Dirigenti Medici e Sanitari – conclude la nota di Nicolini, Pasetti, Laus, Lumia, Zaccaroni e Turrini – non temono in alcun modo il confronto e sostengono la necessità di un dialogo tra figure professionali differenti, ma che quotidianamente e da sempre, lavorano in équipe. Ci conosciamo e riconosciamo reciprocamente. Non siamo disponibili a strumentalizzazioni di sorta da parte di nessuno, soprattutto se fatti in maniera provocatoria e da dirigenti o ex direttori dell’assessorato regionale alla sanità”.

23 Marzo 2022

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