Piano della Regione per rafforzare il Centro antidoping di Orbassano

Piano della Regione per rafforzare il Centro antidoping di Orbassano

Piano della Regione per rafforzare il Centro antidoping di Orbassano
Lo prevede l’emendamento della Giunta al disegno di legge 253 (Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale) approvato in Consiglio regionale. Saitta: “Oltre a riconfermare la struttura come laboratorio di riferimento regionale per la tossicologia di I e II livello, intendiamo valorizzarne le competenze nel contesto dell’avvio della Banca dati nazionale Dna. Potrebbe contribuire alle esigenze regionali per la diagnostica oncologica”.

Un piano per rafforzare il Centro regionale antidoping del San Luigi di Orbassano, ampliandone le competenze, incrementando il volume dell’attività e salvaguardando il personale in servizio. E’ quanto prevede l’emendamento presentato dalla Giunta Chiamparino al disegno di legge 253(Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale)  in discussione in Consiglio regionale e approvato ieri pomeriggio dall’aula di Palazzo Lascaris.

“Il nostro obiettivo, in accordo con gli altri soci, è di lavorare ad un nuovo statuto e presentare un piano industriale per rafforzare il Centro e incrementare l’attività – spiega in una nota l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta -. In particolare, oltre a riconfermare la struttura come laboratorio di riferimento regionale per la tossicologia di primo e secondo livello, intendiamo valorizzarne le competenze nel contesto dell’avvio della Banca dati nazionale Dna, in quanto il Centro risulta essere uno dei pochissimi accreditati in Italia. Inoltre, il laboratorio potrebbe contribuire alle esigenze regionali per quanto riguarda la diagnostica oncologica”.

Il Centro antidoping è stato creato in occasione delle olimpiadi di Torino 2006 ed è con il tempo diventato il punto di riferimento regionale e nazionale per le analisi tossicologiche e forensi. Può contare su 28 dipendenti dall’elevata professionalità e nel solo 2016 ha effettuato 277mila esami di laboratorio per la sanità regionale, su richiesta della Polizia giudiziaria e di diversi soggetti privati: analisi legate innanzitutto all’incidentalità stradale, a motivi clinici, medico-legali e giudiziari, ai controlli sui lavoratori delle "mansioni a rischio.

Dal recesso dell’unico socio privato, nell’aprile dello scorso anno, si tratta di un consorzio formato esclusivamente da enti pubblici (Regione, Università degli Studi, Azienda ospedaliera universitaria San Luigi, Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta). Dal 2012 non riceve più contributi regionali ma ha mantenuto un bilancio costantemente in attivo finanziandosi solo con i proventi dell’attività.

18 Ottobre 2017

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