Piano prevenzione. Via libera della Commissione, Riccardi: “Recuperiamo ritardi del passato”

Piano prevenzione. Via libera della Commissione, Riccardi: “Recuperiamo ritardi del passato”

Piano prevenzione. Via libera della Commissione, Riccardi: “Recuperiamo ritardi del passato”
Per Riccardi restano però due questionichiave: il personale, la cui carenza "è legata a una competenza sul tema che ricade sullo Stato, a cui spetterebbe risolvere i problemi relativi ai criteri di formazione e di reclutamento”, e il rapporto con i medici di medicina generale, sul quale "confidiamo nel buon esito dell'interlocuzione” che consenta anche “un'integrazione più sistematica degli stessi professionisti nella sanità pubblica”. IL PIANO DELLA GIUNTA

"Il Friuli Venezia Giulia sconta da molti anni indici di performance, legati alle attività di prevenzione, non proprio eccellenti. È quindi necessario fare investimenti importanti per un lavoro di recupero e per ottenere risultati nel brevissimo tempo”. Lo ha evidenziato il vicegovernatore Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, nel corso del suo intervento durante i lavori della III Commissione permanente, presieduta da Ivo Moras (Lega) che ieri ha espresso parere positivo a maggioranza in merito alla deliberazione della Giunta regionale 2023 dedicata all'approvazione preliminare del "Piano regionale della Prevenzione 2021-25".

Un documento di quasi 500 pagine (legato alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome per definire gli obiettivi di prevenzione, nonché gli interventi di educazione e di promozione della salute) a tal punto complesso e articolato che, in occasione della precedente convocazione della stessa III Commissione, aveva portato alla richiesta del dem Roberto Cosolini di poter ottenere alcuni giorni supplementari di tempo per procedere a un'attenta valutazione e alla formulazione di un parere compiuto. Espressione alla fine giunta con i voti negativi della civica Simona Liguori e di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), l'astensione degli altri rappresentanti dell'Opposizione, il disco verde concesso invece dal M5S e da Walter Zalukar (Misto).

“Qualcuno ha detto che questo documento è un mero adempimento – ha puntualizzato Riccardi – ma sarebbe un errore considerarlo come tale, benché sia ovvio che, se dovesse finire in un cassetto, non risulterebbe utile. Qui, invece, è presente un lavoro importante rispetto il concetto di salute e non solo il contesto di sanità".

Il vicegovernatore ha quindi spiegato, come sintetizza una nota della Regione, che il testo si fonda su due cardini: la correzione dei percorsi di domanda di salute e l'alleanza sociale che allarga il campo al terzo settore e al volontariato.

"I piani non sono dei paracarri – ha chiarito il vicegovernatore – e quindi dobbiamo considerare un margine di elasticità che ci consenta di interpretare il documento non in maniera statica, ma capace di essere integrato in relazione ai cambiamenti che intercorrono, come ci ha insegnato la pandemia".

Riccardi ha poi sottolineato due questioni legate all'applicazione del Piano. In primo luogo il personale, la cui carenza "è legata a una competenza sul tema che ricade sullo Stato, a cui spetterebbe risolvere i problemi relativi ai criteri di formazione e di reclutamento che rendono difficoltosa la capacità di avere a disposizione un numero adeguato di professionisti". Per risolvere il problema, come ha ricordato l'esponente dalla Giunta, la Regione è anche ricorsa al riconoscimento dei titoli di studio extra Ue al fine di ovviare momentaneamente e limitatamente alle criticità in essere. "Una misura – ha aggiunto – utilizzata dalle altre Regioni ben prima di noi in forza di un intervento statale. Ma si tratta di un provvedimento tampone che non può essere considerato risolutivo".

Altro punto quello del rapporto con i medici di medicina generale. "Confidiamo – ha auspicato Riccardi – in un buon esito dell'interlocuzione in atto tra le Regioni e il Governo nell'ambito di una soluzione che possa prevedere, da un lato uno snellimento degli oneri burocratici e amministrativi che ricadono sui medici di famiglia e dall'altro un'integrazione più sistematica degli stessi professionisti nella sanità pubblica".

17 Febbraio 2022

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