Piemonte. Appalti per l’informatica: nove in carcere o ai domiciliari tra Asl To1 e Ospedale San Luigi di Orbassano

Piemonte. Appalti per l’informatica: nove in carcere o ai domiciliari tra Asl To1 e Ospedale San Luigi di Orbassano

Piemonte. Appalti per l’informatica: nove in carcere o ai domiciliari tra Asl To1 e Ospedale San Luigi di Orbassano
Nell'elenco figurano dirigenti di spicco della sanità torinese. Tra questi il direttore di struttura complessa Tc poi diventato direttore dell'ufficio tecnico dell'ospedale San Luigi di Orbassano, un suo collaboratore e quattro titolari o rappresentanti di imprese partecipanti a gare d'appalto. Tra le accuse, associazione a delinquere per corruzione.

Eseguita stamane l’ordinanza del Gip del Tribunale di Torino che ha disposto l’arresto per nove persone: sei in carcere e tre ai domiciliari. Nel corso dell’operazione sono state perquisite l’Asl To1 di Torino e l'ospedale San Luigi di Orbassano. 

In carcere il direttore della struttura complessa TC dell'Asl TO 1, divenuto poi direttore dell'Ufficio tecnico dell'ospedale San Luigi di Orbassano, un collaboratore tecnico della struttura complessa TC dell'Asl TO 1 e quattro titolari o rappresentanti legali o commerciali di imprese partecipanti a gare d'appalto bandite dai predetti enti pubblici.
Arresti domiciliari, invece, per altre tre persone. Un collaboratore amnministrativo della struttura complessa TC dellìAsl TO 1, un componente di una commissione aggiudicatrice nonché titolare di una ditta individuale e il legale rappresentante di un'impresa partecipante a gare d'appalto bandite dai predetti enti pubblici.
 
I reati contestati, riferisce la Procura di Torino, sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, di corruzione di falso ideologico in atti pubblici, di frode nelle pubbliche forniture e di danneggiamento di sistemi informatici. L’operazione ha coinvolto oltre 80 finanzieri nelle Province di Torino, Genova, Milano e Parma e trae origine da un’attività investigativa durata oltre due anni con pedinamenti, appostamenti e indagini tecniche che hanno consentito ai militari di Torino di individuare l’occulto sistema di gestione degli appalti pubblici “veicolati”, secondo il provvedimento cautelare eseguito, da compiacenti dipendenti pubblici verso società interessate, con grave danno per le regole della concorrenza.

“La sanità del Piemonte potrà vedere una vera svolta solo quando potremo nominare i nuovi direttori delle aziende (prorogati dalla giunta Cota fino al 30 aprile 2015 ) e di conseguenza i direttori sanitari ed amministrativi, tutte figure che saranno scelte non per lottizzazione o meriti politici, ma esclusivamente per competenze professionali”. E’ il commento a caldo dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta riguardo le notizie dello scandalo e degli arresti.

“Mi chiedo se i direttori amministrativi delle aziende sanitarie regionali coinvolte in questo gravissimo episodio – sottolinea in una nota – abbiano mai svolto il loro dovere di verificare gli appalti e le forniture dei loro uffici tecnici, se abbiamo mai avvertito la responsabilità dei loro incarichi di vertice. Sono costretto a dubitarne, purtroppo. Per questo in assessorato, insieme alle procedure innovative per selezionare i futuri nuovi direttori delle aziende sanitarie, stiamo anche lavorando per avviare contestualmente l’attività di un vero e proprio servizio ispettivo, una struttura che abbia come competenza il controllo sugli atti amministrativi e sulle procedure”. 

Per Saitta c’è un problema complessivo che investe il sistema delle gare e la trasparenza e la correttezza degli atti delle aziende sanitarie sono indispensabili per la gestione della sanità del Piemonte. “Purtroppo oggi paghiamo ancora – osserva – lo scotto delle decisioni scellerate dell’allora assessore Paolo Monferino che volle abolire proprio gli uffici dell’assessorato che si occupavano di controllare bilanci e appalti delle aziende sanitarie”.

A tal proposito l’assessore ricorda che “non solo abbiamo cambiato metodo rispetto al passato nella selezione dei direttori generali, ma non si ripeterà la pessima abitudine che vedeva anche la nomina dei direttori amministrativi e sanitari frutto di un’intesa politica. Posso garantire che nessuno chiederà o suggerirà le nomine da farsi ai futuri direttori generali, che – conclude – avranno una responsabilità piena e completa nella scelta dei vertici aziendali”.

24 Febbraio 2015

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