Piemonte. Il convegno in Regione: il sistema trasfusionale italiano e l’esperienza piemontese. Saturni: “Gratuità sistema caposaldo irrinunciabile”

Piemonte. Il convegno in Regione: il sistema trasfusionale italiano e l’esperienza piemontese. Saturni: “Gratuità sistema caposaldo irrinunciabile”

Piemonte. Il convegno in Regione: il sistema trasfusionale italiano e l’esperienza piemontese. Saturni: “Gratuità sistema caposaldo irrinunciabile”
Il presidente di Avis Nazionale, Vincenzo Saturni, ha sottolineato che il Centro Nazionale Sangue e le strutture regionali di coordinamento “dovrebbero trovare un ulteriore rinforzo nei territori dove operano”. Per Maria Rita Tamburini, direttore Ufficio VIII Sangue e Trapianti Ministero della Salute, occorre “proseguire su questa strada puntando a migliorare sempre più di l’appropriatezza”. 

A meno di quattro mesi dal decennale della legge 219 sul sistema trasfusionale e dal convegno celebrativo promosso da Avis Nazionale alla Camera dei Deputati a Roma, l’Avis Regionale del Piemonte ha deciso di organizzare una giornata di approfondimento a Torino presso l’Aula del Consiglio Regionale del Piemonte. Dopo i saluti istituzionali, Vincenzo Saturni, Presidente di Avis Nazionale ha ricordato i capisaldi della legge e indicato ciò che si può migliorare a 10 anni dall’entrata in vigore di questa legge: "La medicina trasfusionale inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza(LEA) garantisce l’uniformità di trattamento in questo ambito sia per i donatori sia per i pazienti che hanno la necessità di essere trasfusi. L’autosufficienza – cioè la disponibilità di tutti i prodotti derivati dal sangue – deve derivare da donatori periodici non remunerati, con una garanzia per tutti e che sia un’autosufficienza non di livello locale, ma nazionale. La gratuità del sistema, sia della donazione sia della trasfusione eccettuati i costi necessari per sostenere tutti i processi e i percorsi sono dei capisaldi che anche se si dovesse mettere mano a una revisione della legge 219 vanno mantenuti e valorizzati".

Gli aspetti organizzativi in materia di Sanità sono demandati alla Regioni, ha osservato, "serve quindi trovare un modo per un coordinamento politico e tecnico – organizzativo in quanto la programmazione dell’attività donazionale deve essere su un indirizzo nazionale. Il Centro Nazionale Sangue e le strutture regionali di coordinamento dovrebbero trovare un ulteriore rinforzo nei territori dove operano e lavorare con una programmazione concordata con le associazioni di donatori per garantire che ci sia un puntuale afflusso di donatori per donazione e che non manchi mai il sangue quando serve e fare in modo che non se ne sprechi, da qui la rilevanza dell’appropriatezza. Noi puntiamo molto su un coinvolgimento sempre più forte delle strutture regionali di coordinamento e delle Regioni che inseriscano nella programmazione sanitaria di quel territorio tutte le tematiche trasfusionali".

Sul futuro della 219, Saturni è stato chiaro: "Ad oggi non è stata avanzata alcuna proposta intervenire per una revisione della legge. Chiaramente parlando con gli uffici tecnici del Ministero che vivono la situazione più da vicino ci si rende conto che ci sono degli aspetti da rivedere. Il fatto che oggi riprendiamo l’argomento con un’attenzione regionale è molto positivo".

Maria Rita Tamburini, direttore Ufficio VIII Sangue e Trapianti Ministero della Salute, ha sottolineato come “Oggi in Italia si effettuino oltre 8.300 trasfusioni al giorno e i donatori periodici sono elemento di sicurezza del sistema sangue che deve garantire uniformi livelli essenziali di assistenza in campo trasfusionale. Occorre proseguire su questa strada puntando a migliorare sempre più di l’appropriatezza mantenendo i nostri elevatissimi livelli di standard di qualità e di sicurezza”.

Significativa la presenza in aula di Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato che ha esordito puntualizzando un aspetto importante: ”Si chiama Servizio Sanitario Regionale non Sanitario, avere 21 SSR diversi è davvero difficile”.
E ha poi denunciato: "E’ una vergogna che alcune Regioni oggi non eroghino il farmaco per l’epatite C, che i pazienti debbano spostarsi in altre regioni per ottenerne la somministrazione e poi in ogni caso le regioni che oggi lo erogano inviano i costi di somministrazione del farmaco alle regioni di provenienza dei pazienti. Le politiche sanitarie regionali devono essere armonizzate".
 
 
 

05 Febbraio 2016

© Riproduzione riservata

Primariati. La Regione Lazio riscrive le regole di nomina: il Dg perde il potere discrezionale
Primariati. La Regione Lazio riscrive le regole di nomina: il Dg perde il potere discrezionale

La Regione Lazio cambia le regole per la nomina dei direttori delle strutture complesse del Servizio sanitario regionale. Con la delibera n. 529 del 9 luglio 2026 la Giunta regionale...

Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale
Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale

La Regione Toscana ha deciso di ridefinire l’assistenza offerta in caso di lutto immediatamente prima o dopo una nascita. La scelta, spiega la Regione in una nota nasce da una...

Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici
Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici

Nuova iniziativa della Regione Veneto per rendere più attrattiva la professione di Medico di Medicina Generale. Su proposta dell’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, la Giunta regionale, riunitasi oggi sotto la...

Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”
Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”

L’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) accoglie con favore la decisione dell’Università del Piemonte Orientale di revocare in autotutela il bando per un posto di professore associato di Chirurgia generale. “È...