La distribuzione dei farmaci direttamente in ospedale batte in termini di risparmio quella nelle farmacie private che forniscono i medicinali precedentemente acquistato dalla Asl ed anche la distribuzione convenzionata. La Distribuzione diretta sarebbe inoltre la soluzione più conveniente considerando che viene effettuata da personale ospedaliero altamente qualificato, in grado di fornire al paziente consigli sulla modalità migliore per assumere i farmaci a un costo inferiore rispetto alla distribuzione per conto (DPC) e decisamente inferiore rispetto alla distribuzione in convenzione.
A tirare le somme uno studio condotto all’interno dell’Ospedale Molinette di Torino e frutto della collaborazione tra i farmacisti ospedalieri della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e gli economisti dell’Osservatorio Farmaci del Cergas Bocconi. Obiettivo: valutare il reale peso economico delle varie modalità distributive dei medicinali attualmente disponibili
La valutazione, effettuata da Claudio Jommi, Professore Associato presso l’Università del Piemonte Orientale e Responsabile dell’Osservatorio del Cergas è partita da una rigorosa analisi dei costi della distribuzione diretta (DD) e da una stima del costo che si sarebbe avuto se fossero stati adottati altri sistemi di distribuzione. Per alcune categorie di medicinali può essere utilizzata anche la Distribuzione per Conto (DPC), che consiste nel ritiro dei medicinali presso le farmacie private che forniscono essenzialmente un servizio di dispensazione del medicinale precedentemente acquistato dall’Asl. Infine, il paziente può ritirare i medicinali nelle farmacie al pubblico con la ricetta Ssn redatta dal proprio medico curante (Distribuzione Convenzionata).
L’analisi si è basata sulla raccolta di dati aziendali strutturati e ha evidenziato come il costo organizzativo della DD per confezione distribuita ha un valore di poco superiore ai 2 Euro, decisamente inferiore a quello della DPC, anche considerano la quota fissa prevista per ogni confezione dispensata dal farmacista che dall’ultimo accordo regionale risulta intorno ai 6 Euro (il fee for service riconosciuto per la prestazione professionale). La distribuzione in regime convenzionale avrebbe avuto un costo medio per confezione decisamente più elevato.
Nelle distribuzione diretta e in quella per conto, ha spiegato Jommi, il costo del farmaco si assume sia lo stesso, perché in entrambi i casi l’acquisto avviene da parte di un Ente pubblico, l’Ospedale oppure una Asl, in questo caso quella di Asti. Per questo è stato analizzato il mero costo della distribuzione.
Nel 2012 presso il Presidio Ospedaliero San Giovanni Battista di Torino (Ex-Molinette), sono stati spesi circa 10 milioni di euro per l’acquisto di farmaci distribuiti attraverso la Distribuzione Diretta a cui devono essere aggiunti 190mila euro per le spese relative ai costi del servizio di distribuzione (sono state dispensate quasi 69mila confezioni di farmaci).
I medicinali che impattano maggiormente sui costi sono: i farmaci biologici (es. fattori di crescita), i farmaci oncologici orali (antitumorali), gli antivirali (es. anti epatite C) e gli immunosoppressori (es. farmaci indicati per l’artrite reumatoide).
I dati dello studio rilevano come la distribuzione diretta, abbia avuto nel 2012 dei costi organizzativi piuttosto contenuti; la simulazione evidenzia anche che qualora gli stessi farmaci fossero stati distribuiti per conto o in regime convenzionale, questo avrebbe generato un aumento della spesa pubblica. “Vanno tuttavia considerati – ha detto Jommi – che la riforma del sistema di remunerazione delle farmacie aperte al pubblico, potrebbe modificare in futuro il giudizio di convenienza della distribuzione diretta e che i costi a carico del Ssn non possono rappresentare l’unico driver delle scelte strategiche aziendali: l’accesso, l’appropriatezza, i costi non sostenuti dal Ssn, il giudizio di convenienza relativa rispetto alle più generali relazioni con i portatori di interesse (dalle imprese, alle farmacie aperte al pubblico, ai pazienti) sono altri fattori da non trascurare in tali scelte e rispetto ai quali è rilevante valutare in termini comparativi le diverse scelte distributive. Tuttavia avere delle stime solide di costo comparativo è fondamentale, così come è importante che tali dati vengano analizzati e discussi per poter prendere decisioni più razionali, sostenibili e che valorizzino le diverse professioni nel Ssn”.
“Siamo molto soddisfatti che venga presentato oggi questo studio – dichiara Laura Fabrizio, Presidente Sifo – poiché la realtà analizzata è significativa a livello nazionale e per la prima volta ci troviamo di fronte alla possibilità di ipotizzare con delle simulazioni molto accurate, soluzioni che aiutano il Ssn ad effettuare dei risparmi a livello di spesa farmaceutica. Come Sifo, riteniamo l’argomento così importante da aver avviato uno studio più ampio, che vada a verificare a livello globale la migliore soluzione distributiva dei farmaci in Italia”.