Piemonte. Pronto il Piano regionale di prevenzione. Saitta: “Visione strategica”

Piemonte. Pronto il Piano regionale di prevenzione. Saitta: “Visione strategica”

Piemonte. Pronto il Piano regionale di prevenzione. Saitta: “Visione strategica”
Il Piano sarà approvato dalla Giunta entro maggio e sarà articolato in dieci programmi di lavoro. Gli interventi riguarderanno soprattutto sugli stili di vita. Al centro i temi della salute declinati nelle scuole, comunità, ambienti di vita e di lavoro. Ma anche la prevenzione di malattie infettive, malattie legate a questioni ambientali e sicurezza alimentare.

Sono dieci i programmi di lavoro che la Regione Piemonte intende sviluppare all’interno del Piano regionale della prevenzione che a breve, entro fine mese, sarà approvato dalla Giunta: “Dopo un confronto con il Ministero – spiega l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta – abbiamo concentrato l’attenzione sui temi della salute declinati nelle scuole (in Piemonte ci rivolgiamo a circa 600mila alunni di cui il 13% stranieri, 51mila insegnanti e qualche migliaio il personale non docente), comunità e ambienti di vita, ambienti di lavoro e prevenzione sanitaria, screening della popolazione del Piemonte, lavoro e salute, ambiente e salute (ad esempio esposizione all’amianto), malattie infettive, sicurezza alimentare”.

Il documento di visione strategica prende l’avvio dal recepimento, avvenuto in Giunta già a dicembre scorso, del Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 e tutti i programmi saranno sviluppata a livello regionale e locale attraverso programmazioni annuali; “tantissimi i campi di intervento, partendo dai dati che già possediamo sulla popolazione piemontese” precisa l’assessore Saitta.

Nel 2012, un bambino nato in Piemonte poteva contare su un’attesa di vita di 79,6 anni, una bambina di 84,4 anni. Nello stesso anno, un uomo di 65 anni aveva un’aspettativa di vita di ulteriori 18,3 anni, una donna di 21,8. “Valori – dice Saitta – in costante miglioramento nel tempo: in soli 5 anni, gli uomini piemontesi hanno guadagnato quasi un anno di speranza di vita, le donne 0,3 anni. Le ragioni di questo continuo miglioramento sono molteplici; certamente la diminuzione della mortalità infantile, che ha raggiunto in Italia, ma soprattutto in Piemonte, valori tra i più alti al mondo gioca un ruolo importante, ma tra le cause principali c’è anche la riduzione della mortalità nelle fasce più giovanili per incidenti stradali, cause correlate all’uso di droghe e infortuni sul lavoro”.

Il piano della prevenzione interverrà soprattutto sugli stili di vita: ad esempio, sappiamo che tra gli adulti (18-69 anni) in Piemonte più di una persona su 3 è in eccesso ponderale, un allarme che negli ultimi anni non mostra variazioni significative tra gli adulti ma neppure tra i bambini (in III elementare nel 2013 in Piemonte erano in sovrappeso il 20,3% degli alunni, e l’8% erano già obesi).

Per quanto riguarda il fumo di sigaretta, le azioni di contrasto hanno già prodotto una diminuzione della mortalità: nella popolazione adulta (18-69 anni) in Piemonte dal 2008 al 2013 i fumatori si sono ridotti dal 29% al 26% e gli ex fumatori dal 21% al 18%. Aumenta anche la porzione di popolazione di quanti non hanno mai fumato  nel corso della vita, mentre chi consuma bevande alcoliche, pur essendo in diminuzione, continua ad essere la maggioranza degli adulti: nel 2013 in Piemonte il 55% della popolazione tra 18 e 69 anni.
 

07 Maggio 2015

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