Piemonte. Spesa per la dirigenza medica ridotta di oltre 65 milioni in 7 anni. Per l’Anaao “un Bancomat ferocemente sfruttato”

Piemonte. Spesa per la dirigenza medica ridotta di oltre 65 milioni in 7 anni. Per l’Anaao “un Bancomat ferocemente sfruttato”

Piemonte. Spesa per la dirigenza medica ridotta di oltre 65 milioni in 7 anni. Per l’Anaao “un Bancomat ferocemente sfruttato”
Il sindacato fa il punto sull’occupazione (persi in 7 anni 515 dirigenti medici) e la spesa dei Dirigenti Medici in Piemonte, passata da 779.515.512 euro nel 2010 a 714.949.324 euro nel 2017. “In mezzo, un piano di rientro lacrime e sangue, con chiusura dei servizi, blocco del turn-over, accorpamenti”. Per la segretaria regionale Anaao, Chiara Rivetti, ora “vanno evitate soluzioni peggiori del problema”. IL DOCUMENTO

Oltre 500 dirigenti medici persi in 7 anni e tagli alla spesa per il personale dirigente medico del Ssn per 65 milioni. E’ questo il quadro illustrato in una nota dall’Anaao Assomed Piemonte, che ribadisce l’allarme per il futuro ormai prossimo, dove la carenza di medici sarà consistente anche a causa dei pensionamenti con la Quota 100.

In Piemonte, l’anno di massima spesa sanitaria per la dirigenza medica è stato il 2010, con una spesa di 779.515.512 euro. Secondo i dati presentati dall’Anaao, nel 2017, quindi dopo 7 anni, la spesa è stata di 714.949.324 euro, ben 64.566.188 euro in meno. “In mezzo, un piano di rientro lacrime e sangue, con chiusura dei servizi, blocco del turn-over, accorpamenti”, commenta la segretaria regionale del sindacato, Chiara Rivetti, che firma la nota.

Dunque, osserva Rivetti, “come per tutte le altre Regioni d’Italia, cristallizzare la spesa per il personale al 2018, come previsto dal DL Calabria, appare svantaggioso, poiché l’anno di massima spesa è stato il 2010”.

L’Anaao Piemonte evidenzia inoltre come “il diffuso e marcato risparmio è evidente anche se consideriamo la spesa per il personale medico ospedaliero pro-capite per abitanti della Regione, che in 7 anni si è ridotta del 2,7%, passando dagli 87.018 euro del 2010 a 84.679 euro del 2017. Negli stessi anni, la spesa out-of -pocket (ovvero quella pagata di tasca propria dai cittadini) in Italia passava dal 19.3% al 30.3% del totale della Spesa Sanitaria (dati OCSE) e il costo della vita per un lavoratore dipendente aumentava del 9.6% (fonte Istat).  Dunque in questi anni, mentre la spesa per i dirigenti medici (pro capite) diminuiva del 2,7%, la spesa privata dei cittadini raddoppiava (per quanto spesso frutto di consumismo sanitario) mentre l’affitto di una casa aumentava del 9.6%”.

Ad allarmare anche il decremento delle unità di medici dipendenti del Sistema Sanitario Piemontese. Nel 2010 i dirigenti medici che lavoravano nelle ASL e negli ospedali piemontesi erano 8958, nel 2017 8443, ovvero 515 in meno. “Se la fotografia degli anni passati ci rivela tagli e risparmi importanti, la visione prospettica non è confortante. Poiché in questi e nei prossimi anni matureranno il diritto alla pensione i medici appartenenti alle fasce di età più numerose, abbiamo calcolato che nel prossimo quinquennio in Piemonte andranno in pensione 1830 medici ospedalieri. Circail 20% dell’organico attuale. Senza considerare la possibilità di aderire all’opzione Quota Cento”, osserva Rivetti.

Per la segretaria regionale Anaao Piemonte, “Regioni e Aziende per raggiungere l’equilibrio di bilancio hanno risparmiato tagliando sul personale, un Bancomat che è stato ferocemente sfruttato”. Ora gli operatori sono “insufficienti” e “oberati di lavoro”, e "purtroppo il futuro rischia di avvitarsi verso il dramma, prospettandosi nei prossimi anni una maggiore difficoltà di reperire specialisti a causa della scriteriata programmazione dei fabbisogni nell’ultimo decennio”.

Le proposte sono state fatte: rendere più appetibile il lavoro medico, assumere specializzandi del IV e V anno, avviare contratti di formazione lavoro finalizzato all’acquisizione della specialità, rivedere la rete ospedaliera. Ma “vanno evitate soluzioni peggiori del problema”.

15 Ottobre 2019

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