Precari Ssn. Fassid Lazio: “Con il Dpcm il sistema sanitario regionale collasserà definitivamente”

Precari Ssn. Fassid Lazio: “Con il Dpcm il sistema sanitario regionale collasserà definitivamente”

Precari Ssn. Fassid Lazio: “Con il Dpcm il sistema sanitario regionale collasserà definitivamente”
Se non verrà modificato, il Dpcm lascerà a casa centinaia professionisti e il sistema sarà condannato ad affondare insieme a loro. Per questo la Fassid del Lazio lancia un appello al presidente Zingaretti affinché si batta per ottenere lo sblocco del turn over e dia il via a una stagione di concorsi.

Saranno negative, secondo la Fassid Lazio, le conseguenze del Dpcm sul precariato. “Centinaia  di professionisti sono destinati a rimanere senza lavoro” e questo si sommerà “alle peculiari problematiche della Regione Lazio”, portando “l'inevitabile conseguente collasso del Ssr”. Per questo la Fassid del Lazio lancia un appello al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, affinché si batta anzitutto per ottenere lo sblocco del turn over, e avvii poi le procedure per i concorsi.

Ecco l’appello della Fassid al presidente della Regione Lazio.

“La Fassid del Lazio, a causa del Dpcm, che si somma nella sua inadeguatezza alle peculiari problematiche della Regione, è estremamente preoccupata per il futuro prossimo di centinaia  di professionisti, destinati a rimanere senza lavoro, e per l'inevitabile conseguente collasso del Ssr del Lazio, sottoposto ad un regime di blocco del turn over che produce una spesa ben maggiore dei risparmi che permette. Oltre che nelle situazioni critiche della emergenza anche le aree dei servizi, del territorio e della diagnostica sono destinate a patire i maggiori colpi del disinteresse che manifestano le istituzioni sia per le persone malate sia per i professionisti in costante incertezza sia per lo spirito dell'esistenza stessa del Sistema Sanitario Pubblico.
 
Senza un provvedimento urgente almeno di proroga dei contratti per i dirigenti in servizio, a vario titolo precari, nelle strutture pubbliche, impegnati, contrariamente a quanto contenuto nei loro contratti, a garantire i Lea e le emergenze, il sistema è condannato ad affondare insieme a loro.  Flussi di denaro fluiscono ancora verso le strutture private convenzionate e classificate mentre le strutture pubbliche agonizzano, si programmano esternalizzazioni a privati, specialmente nelle attività dei servizi, da sempre considerati marginali e invece strategici e con un ruolo pubblico chiave per il funzionamento del sistema, senza alcun rispetto per le compatibilità economiche e per la qualità dell'offerta e senza alcun controllo della regione sui direttori agli sgoccioli dei loro mandati.

Dopo un incontro ‘balneare’ del 14 Agosto il silenzio totale della Regione sul drammatico problema del precariato in sanità, all'avvicinarsi della scadenza di tutti i contratti, lascia presagire, con cocente delusione dopo una consistente apertura di credito delle OO.SS. verso questa amministrazione, una conclusione in liquidazione del sistema, con il suo affidamento alla giungla del migliore o peggiore offerente, preceduta dalla macabra corsa alle classifiche dei migliori e peggiori ospedali. Dopo essersi impegnata ad aprire la stagione dei concorsi la Regione tace nonostante le sollecitazioni e scivola verso dei regali di Natale che certamente i dirigenti non potranno apprezzare.

Dimostri, il presidente Zingaretti, che è in grado di prendere iniziative da commissario, senza aspettare l'arrivo della tutela governativa, convochi le parti sociali, si batta per ottenere lo sblocco del turno over, avvii l'unico percorso indispensabile per la salvaguardia del carattere universalistico del Ssr, apra la stagione dei concorsi per fare ripartire una assistenza degna di un paese civile”.
 

22 Novembre 2013

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