Privacy e Salute. Il Garante: “No a informazioni sui reparti ospedalieri nei certificati”

Privacy e Salute. Il Garante: “No a informazioni sui reparti ospedalieri nei certificati”

Privacy e Salute. Il Garante: “No a informazioni sui reparti ospedalieri nei certificati”
La privacy sulla salute prima di tutto. L’Autorità ribadisce che nei certificati rilasciati dagli ospedali per giustificare ad esempio le assenze dal lavoro di pazienti o familiari “non devono essere riportate indicazioni della struttura presso la quale è stata erogata la prestazione, il timbro con la specializzazione del sanitario, o comunque informazioni che possano far risalire allo stato di salute”.

“Nelle certificazioni rilasciate ai pazienti o ai loro accompagnatori per attestare la presenza in ospedale e giustificare ad es. l'assenza dal lavoro, non devono essere riportate indicazioni della struttura presso la quale è stata erogata la prestazione, il timbro con la specializzazione del sanitario, o comunque informazioni che possano far risalire allo stato di salute”. Lo afferma il Garante della Privacy, Antonello Soro che “ribadisce il principio” in un’istruttoria avviata dopo una segnalazione di un paziente, il quale lamentava una violazione della privacy a causa dalla presenza di informazioni sulla salute nelle certificazioni rilasciate da un policlinico.
 
“A differenza di quanto accaduto in altre strutture sanitarie – si legge sulla newsletter del Garante – in cui gli era stata  rilasciata una attestazione di carattere generico, in quella del policlinico era indicato il reparto (dal quale si poteva evincere la patologia sofferta) e  il timbro con la specializzazione  dell'operatore sanitario”.
 
A seguito dell'intervento del Garante la nota precisa che “il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera ha immediatamente inviato a tutto il personale sanitario una nuova modulistica – priva dell'indicazione del reparto ove si è recato il paziente- e precise raccomandazioni per mettersi in regola con le disposizioni dettate dal Garante”.
 
L’Autorità ricorda che “fin dal 2005 è stato adottato un provvedimento generale in cui è prescritta l'adozione di specifiche procedure per prevenire la conoscenza, da parte di estranei, dello stato di salute di un paziente attraverso la semplice correlazione tra la sua identità e l'indicazione della struttura o del reparto in cui è stato visitato o ricoverato. Tali cautele devono essere osservate anche nella stesura delle certificazioni richieste per fini amministrative (ad es. per giustificare un'assenza dal lavoro o l'impossibilità di partecipare ad un concorso)”.

09 Febbraio 2015

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