Protesi Pip. Toscana si farà carico di tutti i casi di impianto anche da prima del 2001

Protesi Pip. Toscana si farà carico di tutti i casi di impianto anche da prima del 2001

Protesi Pip. Toscana si farà carico di tutti i casi di impianto anche da prima del 2001
Lo rende noto l'assessore alla Salute Scaramuccia che ribadisce l'offerta di consulenza, controllo e eventuale rimozione da parte del Servizio sanitario regionale. Primo obiettivo quello di fare chiarezza sui rischi oncologici e quelli extra-oncologici legati alle protesi francesi.

“Osservazione e presa in carico di tutti i casi di impianto di protesi mammarie di tipo Pip (Poly Implant Prothèse) anche da prima del 2001 e offerta di consulenza, controllo e eventuale rimozione da parte del Servizio sanitario regionale in base a un protocollo in corso di definizione”. Queste le linee d’azione individuate dall’assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia in merito alle protesi francesi.

Nel corso di incontri che si sono svolti stamani presso l’assessorato con i responsabili del settore e i direttori delle aziende sanitarie sono state poste le basi tecniche per la realizzazione degli interventi della Regione Toscana in questo ambito, a monte dei quali c’è l’esigenza di fare chiarezza sui rischi oncologici e quelli extra-oncologici legati alle protesi francesi: per quanto riguarda la possibilità di insorgenza di neoplasie causata dalle protesi mammarie francesi si tratta di un dato che ad oggi non è confermato neppure dal Consiglio superiore di sanità. Sul fronte dei rischi extra-oncologici, il problema delle protesi Pip è legato all’utilizzo di un silicone non medicale, non purificato, che può diffondersi in caso di rottura dell’involucro.

La Regione Toscana, nell’incontro con le Aziende sanitarie, ha definito le modalità con cui procedere alla rilevazione dei dati richiesti dall’ordinanza del ministro in tutte le strutture esistenti, pubbliche, private accreditate e private non accreditate. Dall’incontro odierno viene confermato che non risulterebbe che le strutture pubbliche abbiano acquistato le protesi revocate.
Nei prossimi giorni sarà messo a punto con una delibera ad hoc il percorso organizzativo-assistenziale per la presa in carico dei casi coinvolti, mentre entro il mese di gennaio sarà disponibile una mappatura nell’intero territorio regionale delle protesi Pip impiantate. A fine mese tutti gli utenti che hanno effettuato impianti di protesi in strutture della Regione Toscana potranno rivolgersi alla propria azienda sanitaria di residenza al fine di chiarire la propria posizione.

05 Gennaio 2012

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