Pubblico impiego. Non si placano le polemiche tra Brunetta ed Errani

Pubblico impiego. Non si placano le polemiche tra Brunetta ed Errani

Pubblico impiego. Non si placano le polemiche tra Brunetta ed Errani
Scintille tra i due in merito all’applicazione della legge sul pubblico impiego. Errani: quella riforma è una fiction”. Il portavoce di Brunetta: “lasci perdere le battute”.

Prosegue la polemica a distanza tra il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani e il ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta. Materia del contendere è l’applicazione della legge 150/2009 sul pubblico impiego che, per Errani, rischia di creare un sistema a due velocità: lo Stato con risorse aggiuntive e nuovi sistemi premianti e le Regioni e il Servizio sanitario nazionale senza risorse incentivanti e al di fuori del processo di riforma. Da qui la richiesta di un incontro con Brunetta, il quale, al momento non sembra però intenzionato al confronto.
Almeno a leggere quanto scritto in una lettera dello stesso Brunetta a Errani con la quale lo invita a firmare con le organizzazioni sindacali il nuovo modello contrattuale nel settore regionale del pubblico impiego. Vale a dire proprio quell’intesa già criticata da Errani.
Il clima da caldo diventa incandescente, con Errani che, intervenendo a Brescia nel corso di un incontro sul federalismo, si interroga sulla “fine” che “ sta facendo la riforma Brunetta. “Sapete – ha detto – cosa sta succedendo? Già quattro ministeri hanno deciso di non applicare la riforma Brunetta''. E allora, prosegue, “il ministro s'incontra con il Ministro Brunetta, gli chiede la deroga e Brunetta gliela dà. Risultato: “Non applicano la legge Brunetta: la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Interni, il Ministero della scuola. Dobbiamo uscire da questa fiction”, ha concluso il presidente dell’Emilia Romagna.

Puntuale la controreplica del ministro Brunetta affidata al portavoce: Errani “non sa che la legge Brunetta si applica a tutti i ministeri” e “dimentica che in alcuni casi specifici, come la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell'Economia, il comparto scuola (non il Ministero) e soprattutto le regioni e gli enti locali, la legge ha previsto delle norme di adeguamento”.
E poi c’è la controreplica della controreplica, questa volta affidata a un comunicato della Regione Emilia Romagna che liquida come "un attacco personale del tutto immotivato", quelloo del portavoce di Brunetta, aggiungendo che “il presidente Errani non ha alcun problema ma pone solamente un interrogativo: è vero o no che la legge 150 del 2009, così com'è, di fatto non si  applica alla Presidenza del Consiglio, così come non si applica  direttamente al ministero dell'Economia, ed ora è dichiarata per taluni aspetti inapplicabile anche dal ministero dell'Istruzione?”. “Questo – conclude la nota – è ciò che conta e che fa giustizia  di ogni altro discorso”. Ma il discorso sembra destinato a proseguire. Nella serata del 14 febbraio un’altra nota del portavoce di Brunetta consiglia al Presidente Errani di lasciar perdere le battute.

15 Febbraio 2011

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