Puglia. Liste d’attesa. Cimo contro proposta di blocco intramoenia “Autosospendiamoci, poi vediamo i veri tempi di attesa”

Puglia. Liste d’attesa. Cimo contro proposta di blocco intramoenia “Autosospendiamoci, poi vediamo i veri tempi di attesa”

Puglia. Liste d’attesa. Cimo contro proposta di blocco intramoenia “Autosospendiamoci, poi vediamo i veri tempi di attesa”
“Ci chiediamo quand’è che la politica e i demagoghi della sanità vorranno riconoscere che le risorse sono scarse e mal distribuite. Basta con il perseguitare l’anello terminale di una catena che fa acqua da tutte le parti, è ora di stabilire quale sia la reale offerta sanitaria disponibile e correlata alle risorse attualmente disponibili. Solo così si potrà dire la verità ai cittadini sulle liste di attesa”. Così Guido Quici, Presidente Cimo

“Ancora demagogia e fumo negli occhi dei pazienti sulla questione delle liste di attesa, questa volta nella sanità pugliese. Mentre i numeri dimostrano una storia diversa e la forte carenza di medici e assistenza di fronte ai bisogni dei pazienti”. È in sintesi quanto denuncia Cimo in relazione alla proposta di legge regionale del consigliere pugliese Fabiano Amati (Pd), presentata nei giorni scorsi e condivisa da Forza Italia e MS5, con la quale si propone di sospendere la libera professione se i tempi di attesa sono significativamente inferiori ai tempi previsti per effettuare le prestazioni ricomprese nel Ssn. Per la Cimo, “Una proposta superficiale e che si traduce nell’ennesimo disprezzo verso il lavoro dei medici come i responsabili dei lunghi tempi di attesa”.

Cimo ricorda ai sottoscrittori della proposta di legge, “che non solo le visite in libera professione rappresentano in Puglia a malapena il 3% delle prestazioni erogate in media dalle strutture sanitarie pubbliche; che il numero di medici dipendenti pugliesi è sceso da 7.198 a 6.635 tra il 2010 e il 2016; che i medici dipendenti a stento riescono a garantire i normali turni di servizio e che in questi anni il ricorso alla libera professione da parte dei medici si è ridotto in media del 43%”. Ma, a questo si aggiunga che “dopo i colleghi calabresi, il guadagno medio annuo pro capite di un medico pugliese è inferiore del 50,5% rispetto alla media nazionale. Dunque, è abbastanza chiaro che il tema delle liste di attesa dipende da una ‘offerta’ di medici e strutture largamente inferiore alla ‘domanda’ di visite specialistiche. Eppure, sulla libera professione esercitata dai medici nelle strutture pubbliche, la Regione Puglia, al netto di quanto riconosciuto ai professionisti, ha incassato tra il 2010 e il 2016 oltre 40,5 milioni di euro. Lo stesso Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha riconosciuto che “quella delle liste di attesa è la questione delle questioni”.

“Ci chiediamo quand’è che la politica e i demagoghi della sanità vorranno riconoscere che le risorse sono scarse e mal distribuite, che tutti i Governi hanno accuratamente eliminato dalle proprie agende le politiche di sanità pubblica e che i veri bisogni dei cittadini sono costantemente disattesi?”, commenta il Presidente Nazionale Cimo Guido Quici. “Basta con il perseguitare l’anello terminale di una catena che fa acqua da tutte le parti, è ora di stabilire quale sia la reale offerta sanitaria disponibile e correlata alle risorse attualmente disponibili. Solo così si potrà dire la verità ai cittadini sulle liste di attesa”.

“Siamo certi che l’on. Amato e i co-firmatari della pdl conosceranno perfettamente la riduzione del 43% dell’attività libero professionale dei medici in Puglia e, piuttosto, chiediamo loro di conoscere l’utilizzo dei fondi incassati dalla Regione sulla libera professione, in particolare come le aziende sanitarie e ospedaliere locali li abbiano impiegati per i piani di umanizzazione, di ammodernamento strutturale e tecnologico e di riduzione dei tempi di attesa che avrebbero dovuto essere messi in campo con gli avanzi di gestione” continua Quici. “A questo punto, provocatoriamente, Cimo chiede ai medici di autosospendersi dalla libera professione per almeno un mese, pur attenendosi scrupolosamente al proprio orario di lavoro. Vogliamo poi vedere quali saranno i veri tempi di attesa?”, conclude il Presidente Cimo.

16 Novembre 2018

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