Puglia. Riutilizzo delle protesi, in arrivo proposta di legge in Consiglio

Puglia. Riutilizzo delle protesi, in arrivo proposta di legge in Consiglio

Puglia. Riutilizzo delle protesi, in arrivo proposta di legge in Consiglio
L’iniziativa è dei consiglieri di La Puglia con Emiliano. La proposta è permettere alle Asl di riutilizzare determinati ausili protesici, dopo aver provveduto alla loro manutenzione e sanificazione. Novità anche per la cessione in comodato d’uso dei dispositivi. “Vogliamo evitiare l’attuale sperpero di dispositivi che spesso non vengono restituiti alle Asl o riutilizzati”.

“Consentire il conseguimento di notevoli economie di gestione garantendo ugualmente elevati standards e immutati livelli di prestazione”. È questo l’obiettivo della proposta di legge ‘Integrazione articolo 32 (Norme in materia di protesi, ortesi e ausili tecnici) della legge regionale della Puglia n.4 del 25 febbraio 2010 “Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali” che sarà presentata la prossima settimana dal gruppo consiliare La Puglia con Emiliano.

L’obiettivo dei consiglieri regionali Giuseppe Turco, Alfonso Pisicchio e Paolo Pellegrino, si spiega in una nota, è intendono introdurre la possibilità per le Asl pugliesi di riutilizzare determinati ausili protesici, dopo aver provveduto alla loro manutenzione e sanificazione, disciplinando altresì la cessione in comodato d’uso degli stessi dispositivi. “Si tratta nello specifico dei dispositivi ‘finiti’ degli elenchi 2 (protesi di serie) e 3 (ausili acquistati dalle Asl) del nomenclatore tariffario e che, una volta terminato l’utilizzo, possono così rientrare nella disponibilità delle Asl, le quali, per ottenere economie di gestione, possono disporne il riutilizzo previo affidamento di apposito servizio di ritiro, consegna a domicilio, stoccaggio temporaneo, riparazione, manutenzione e sanificazione”.

“Con tale modifica alla legge – spiegano i consiglieri – evitiamo l’attuale sperpero di dispositivi che, dati in concessione, spesso non vengono restituiti alle Asl o, nei casi peggiori, non vengono più riutilizzati. Fatto salvo il caso dei dispositivi di tipo ‘1’, cioè quelli personalizzati e quindi creati con determinate caratteristiche per il paziente, gli altri possono essere riutilizzati e rimessi in circolazione così come già previsto nel quadro normativo, articolo 4 comma 12, del D.M. n. 332/99. Una buona pratica in sostanza che consentirebbe risparmi pari a circa il 30 per cento e per svariati milioni di euro”.

“In un momento in cui – sottolineano Turco, Pisicchio e Pellegrino – l’Italia sta vivendo una drammatica crisi economica diventano necessari i fattori di cambiamento sulla spesa sanitaria. E i tagli non devono necessariamente tradursi in una riduzione dei servizi ai cittadini. Anzi, la finalità di questa proposta di legge è appunto quella di contribuire a migliorare la qualità dei servizi anche in un contesto di riduzione della spesa”.

01 Aprile 2016

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