Puglia. Unità di crisi sanitaria al lavoro, Decaro accelera su 118, liste d’attesa e conti

Puglia. Unità di crisi sanitaria al lavoro, Decaro accelera su 118, liste d’attesa e conti

Puglia. Unità di crisi sanitaria al lavoro, Decaro accelera su 118, liste d’attesa e conti

“C’è un divario tra le risorse che arrivano alle Regioni con il Fsn e l’aumento dei costi, anche indiretti”, premette il presidente della Regione, al lavoro con la sua squadra di esperti per “razionalizzare la spesa e ottimizzare i servizi, collaborare in stretta sinergia con le Asl e monitorare i processi per provare a uniformare le decisioni e le azioni sui territori”.

Prima riunione, ieri in Puglia, dell’unità di crisi sanitaria appena istituita con decreto del presidente della Regione per rendere strutturale il monitoraggio e il controllo di gestione della sanità pugliese, garantendo una filiera unica di indirizzo.

A margine del primo incontro di inserimento il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha illustrato i primi temi trattati: “L’unità di crisi oggi si è concentrata sull’organizzazione dei servizi di emergenza urgenza, in particolare il 118 e i pronto soccorso, anche nelle zone dove si concentra una maggiore presenza di turisti in Puglia. C’è poi il tema della fase due dell’abbattimento delle liste d’attesa che sta per partire. Abbiamo superato la prima fase che era una sperimentazione e adesso andranno a regime le misure strutturali. C’è il tema della mobilità passiva, sono in fase di approvazione le delibere che serviranno a ridurre i cosiddetti viaggi della speranza: non stiamo parlando di attività salvavita ma di prestazioni che si possono eseguire anche nella nostra regione”.

Poi c’è il tema del contenimento della spesa sanitaria “per ridurre quell’aumento dei costi, che purtroppo sarà un aumento indiretto, ossia non dipeso dalla Regione, perché legato per esempio al nuovo contratto del comparto sanità, al quale seguirà a breve anche quello della dirigenza medica. A questo si aggiunge la spesa farmaceutica per cui è previsto il passaggio di nuovi farmaci dal canale della spesa ospedaliera al canale della spesa convenzionata, in farmacia. Il nostro impegno é e deve essere cercare di contenere questo aumento di costi”.

“Leggiamo sui giornali che anche il ministro Schillaci ha chiesto al ministro Giorgetti 5 miliardi in più altrimenti salta il sistema sanitario gestito dalle Regioni. Lo diceva anche la Corte dei Conti qualche mese fa e io mi sono solo permesso di ricordarlo ogni volta che mi è stato possibile da quando mi sono insediato: c’è un divario tra le risorse che arrivano alle Regioni col fondo sanitario nazione e l’aumento dei costi, anche indiretti”, ha sottolineato Decaro.

“L’obiettivo di questa squadra di lavoro – ha concluso – è quello di razionalizzare la spesa e ottimizzare i servizi per i cittadini, collaborare in stretta sinergia con le aziende sanitarie e monitorare i processi costantemente così da provare a uniformare le decisioni e le azioni sui territori”.

04 Agosto 2026

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