Puglia. Vendola scrive a Fitto, Tremonti e Fazio. Senza deroghe a rischio i Lea

Puglia. Vendola scrive a Fitto, Tremonti e Fazio. Senza deroghe a rischio i Lea

Puglia. Vendola scrive a Fitto, Tremonti e Fazio. Senza deroghe a rischio i Lea
Il blocco del turn over ha messo in sofferenza i servizi sanitari in molte discipline. Dalla neurochirurgia all'oncologia. Ma così non si può andare avanti. La lettera di Vendola e le richieste deroghe per le sei Asl pugliesi.

Nella lettera, Vendola evidenzia “con drammaticità il tema della garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, poiché il progressivo depauperamento degli organici di molte discipline (neurochirurgie, cardiochirurgie, chirurgia generale, anestesia e rianimazione, chirurgia oncologica, radiologia e radioterapia, ecc.) limita di fatto l’erogazione degli stessi LEA e, conseguentemente, la tutela ed assistenza sanitaria cui i cittadini hanno diritto”. Il Presidente Vendola si dice certo che “le sue preoccupazioni e quelle dei cittadini pugliesi troveranno condivisione ed accoglienza” nei Ministri che hanno già “mostrato in altre occasioni l’attenzione istituzionale verso i problemi di questa Regione”.
 
 
Ecco la lettera integrale:
 
Gentili Ministri,
 
La Regione Puglia con il Piano di rientro si è impegnata a realizzare una reingegnerizzazione del sistema di offerta sanitaria ed una contestuale ottimizzazione della spesa associata, anche attraverso un riequilibrio tra il macrolivello dell’assistenza ospedaliera e quello dell’assistenza territoriale.
Dai dati forniti dallo stesso Ministero della Salute (SIC 2009), il personale dipendente del Sistema Sanitario Regionale pugliese nell’anno 2007 risultava inferiore per circa 1400 medici e 10.000 infermieri rispetto a regioni con la stessa popolazione (ad esempio l’Emilia Romagna). Per le sole strutture di ricovero, si registrava una carenza di circa 400 unità mediche e più di 5.000 unità infermieristiche. Complessivamente la carenza del personale, comprensivo anche dei ruoli professionale, tecnico e amministrativo, ammontava a circa 20.000 dipendenti.
Negli anni successivi la Regione Puglia ha bandito concorsi e, nelle more dell’espletamento degli stessi, avvisi pubblici per circa 7.000 unità, riducendo parzialmente il gap sopra evidenziato.
Questo processo ha subito una battuta di arresto poiché col Piano di rientro non è stato più possibile assumere personale, né a tempo indeterminato né a tempo determinato, non essendo più consentito il finanziamento dell’eccedenza della spesa del 2004 con bilancio autonomo (Legge n. 191 del 2009) ed essendo inoltre intervenuto il blocco del turn over al 100% (LL.RR. n. 12/2010 e n. 2/2011). E’ anche il caso di ricordare che l’applicazione di una Sentenza di Corte Costituzionale, interpretata da un apposito comma della penultima manovra finanziaria sta portando al licenziamento di circa 500 unità lavorative, in specie medici. Il programma di ristrutturazione della rete ospedaliera, avviato dalla Regione Puglia per ottemperare agli impegni assunti con il Piano di Rientro, non ha comportato alcuna effettiva possibilità di riutilizzo del personale medico (i cui organici risultavano, come già detto, carenti) se non nelle stesse discipline presenti negli ospedali disattivati. Il personale infermieristico, invece, è stato reimpiegato per garantire l’assistenza territoriale negli ambiti di riferimento degli ospedali disattivati, lasciando in tal modo inevasa la richiesta di infermieri nelle strutture di ricovero.
E’ di tutta evidenza che questa situazione pone con drammaticità il tema della garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, poiché il progressivo depauperamento degli organici di molte discipline (neurochirurgie, cardiochirurgie, chirurgia generale, anestesia e rianimazione, chirurgia oncologica, radiologia e radioterapia, ecc.) limita di fatto l’erogazione degli stessi LEA e, conseguentemente, la tutela ed assistenza sanitaria cui i cittadini hanno diritto.
Peraltro, ciò che viene attualmente garantito con il personale in servizio pone una preoccupazione con riferimento alla tutela delle condizioni di lavoro di medici e infermieri, sottoposti a turni massacranti nonché al ricorso a prestazioni aggiuntive comunque onerose per il sistema.
Non va sottaciuta un’ulteriore criticità riferita al personale precario, che lavora in un clima di incertezza e di instabilità propria e del sistema.
In considerazione di quanto su esposto, la Regione ha avviato in tutte le Aziende Sanitarie una ricognizione del fabbisogno di personale necessario alla garanzia dei LEA, che si sottopone alla Loro attenzione, fermo restando che tale richiesta non risolve strutturalmente il deficit di personale evidenziato sulla base dei dati ministeriali citati.
Sono certo che le mie preoccupazioni e quelle dei cittadini pugliesi troveranno condivisione ed accoglienza nelle SS.LL., che hanno già mostrato in altre occasioni l’attenzione istituzionale verso i problemi di questa Regione.
 
 
  Cordiali saluti.
  Nichi Vendola

05 Ottobre 2011

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