Punti nascita. Emilia Romagna, Aaroi Emac: “Regione non torni indietro, senza requisiti non devono riaprire”

Punti nascita. Emilia Romagna, Aaroi Emac: “Regione non torni indietro, senza requisiti non devono riaprire”

Punti nascita. Emilia Romagna, Aaroi Emac: “Regione non torni indietro, senza requisiti non devono riaprire”
“Nel 2017 appoggiammo con decisione e fermezza la scelta regionale della Giunta Bonaccini di chiudere quelli a rischio. La sicurezza viene prima di qualsiasi esigenza politica. Con quali risorse tecniche, umane, specialistiche si pensa di riaprire i Punti Nascita chiusi su disposizione ministeriale a salvaguardia di madri e nascituri? Diciamo no ad accomodanti modifiche del DM 70 per assecondare pressioni politiche”.

“Apprendiamo dai media quanto emerso nel corso dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna del 9 Marzo sul tema Punti Nascita chiusi e, in particolare, le dichiarazioni del Presidente della Regione Stefano Bonaccini: Feci un errore, facemmo un errore, rimedieremo e quei punti nascita li riapriremo'. Ma di quale errore si parla?”. L’Aaroi Emac Emilia Romagna interviene con preoccupazione nel dibattito sulla riapertura dei punti nascita, per il quale la Regione ha già da tempo avviato un dialogo con il governo. Ma per i rianimatori, la riapertura dei punti nascita potrebbe non essere opportuno.

"Nell’Ottobre 2017 – scrive il sindacato in una nota – l’Aaroi Emac Emilia-Romagna condivise la decisione ministeriale sulla chiusura dei Punti Nascita che non avevano i requisiti minimi tecnico-scientifici per garantire le condizioni di sicurezza per le madri e per i nascituri e auspicammo un controllo puntuale per le tre strutture in deroga a tale iniziativa. Appoggiammo con decisione e fermezza la scelta regionale della Giunta Bonaccini di allora per dare seguito al mandato ministeriale dettato da evidenze scientifiche e appoggiato dalle più importanti società del settore materno infantile e dei percorsi nascita”.

In tal senso, per l’Aaroi Emac, “è opportuno ricordare anche quando intervenimmo con diffida in merito al maldestro tentativo di una ASL della Regione di “mascherare” da Ginecologi gli Anestesisti Rianimatori di uno di questi ospedali decentrati nel bel mezzo della calura estiva. Tale ASL, con delibera datata 14 luglio 2017, riorganizzò il ‘servizio' per il periodo estivo per sopperire alle carenze di specialisti Ginecologi con Anestesisti in quanto in sede 24h/24h. La domanda quindi è: con quali risorse tecniche, umane, specialistiche si pensa di riaprire i Punti Nascita oggetto di disposizione ministeriale a salvaguardia di madri e nascituri? L’Aaroi Emac, sebbene rappresenti medici specialisti direttamente coinvolti, ne è completamente all’oscuro”.

“Sappiamo invece con certezza – puntualizza l’Aaroi Emac – che lottiamo al fianco della Regione stessa e delle ASL per reperire specialisti per i nostri ospedali nel tentativo di sanare una storica grave carenza degli stessi esacerbata dalla pandemia in corso che ha richiesto straordinarie misure di assunzioni di personale bruciando velocemente le graduatorie dei concorsi e dando fondo agli specialisti disponibili”.

“Vogliamo, inoltre, ricordare ai cittadini – evidenzia ancora il sindacato – l’esistenza di standard clinico-organizzativi da rispettare per i Punti Nascita che, a quanto ci è dato sapere, ad oggi non sono cambiati rispetto a quando il Ministero e le Regioni si espressero sull’argomento. Spiace infine leggere tanti commenti da parte di Comitati di Cittadini cui pare non sia ancora sufficientemente chiaro che la sicurezza viene prima di qualsiasi esigenza politica”.

Per l’aarti Emac “la politica ha un ruolo fondamentale, governare e farsi garante della tutela della salute pubblica, ma è imprescindibile il coinvolgimento delle Società Scientifiche e delle Associazioni rappresentanti dei lavoratori in sanità per evitare pericolose fughe in avanti soprattutto in assenza di nuove raccomandazioni tecnico-scientifiche, ad esempio, sui percorsi nascita. Una recente sentenza del Consiglio di Stato nei mesi scorsi ha ribadito come ‘il diritto fondamentale sancito dall’Art. 32 implica, nel caso di specie, non già necessariamente la vicinanza del punto nascita, ma un’organizzazione finalizzata all’obiettivo di garantire ad ogni gestante ed ad ogni neonato’”.

“Sosteniamo con forza – dichiarano in conclusione gli anestesisti – quanto espresso peraltro anche da Ginecologi, Neonatologi e Pediatri ossia che i Punti Nascita sotto i 500 parti “non sono in grado di garantire la migliore esperienza clinica e l’organizzazione necessarie per prevenire ed eventualmente affrontare le pur rare situazioni a rischio. Lo stesso Ministro Speranza ha dichiarato, ‘la tutela e la sicurezza della mamme e del nascituro è sempre la prima cosa': con questa base che condividiamo pienamente speriamo di non assistere ad accomodanti modifiche del DM 70 per assecondare pressioni politiche che nulla hanno a vedere con le dichiarazioni del Ministro”.

19 Marzo 2021

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