Punti nascita. Telesca: “Priorità assoluta è garantire sicurezza”

Punti nascita. Telesca: “Priorità assoluta è garantire sicurezza”

Punti nascita. Telesca: “Priorità assoluta è garantire sicurezza”
L'idea è stata condivisa anche dai primari nel corso di un incontro nel quadro della riforma sanitaria. L'assessore spiega: “Da più voci è stata condivisa la necessità di dare corso ad una riorganizzazione dei punti nascita, chiudendo per ragioni di qualità e sicurezza quelli con volumi di attività troppo ridotti, al di sotto dei 500 parti all'anno, ed accrescendo l'efficienza di tutti gli altri, in linea con la riforma sanitaria”. 

Sicurezza in primo piano. E’ la priorità indicata dai primari di pediatria e di ostetricia e ginecologia della regione, intervenuti a Trieste nel palazzo della Regione all'incontro voluto dalla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e dall'assessore alla Salute Maria Sandra Telesca per ascoltare la voce dei professionisti sul tema materno infantile e sui punti nascita, nel quadro della riforma della Sanità.

"Oggi è emersa all'unanimità, anche secondo i primari, la necessità di garantire la sicurezza del percorso nascita concentrando competenze e professionalità come la stessa letteratura scientifica rileva – ha riferito Telesca -. La nostra programmazione sanitaria prevede una concentrazione dei punti nascita e il parere dei primari ci conforta nelle scelte perché il nostro unico obiettivo è l'incolumità delle partorienti e dei bambini".
Da più voci è stata condivisa la necessità di dare corso ad una riorganizzazione dei punti nascita, chiudendo per ragioni di qualità e sicurezza quelli con volumi di attività troppo ridotti, al di sotto dei 500 parti all'anno, ed accrescendo l'efficienza di tutti gli altri, in linea con la riforma sanitaria. L'incontro ha messo, quindi, in luce la necessità di adottare, in questo senso, provvedimenti urgenti, per essere in linea con gli standard previsti dagli atti di indirizzo nazionali e regionali.

La riorganizzazione dei punti nascita deve essere inserita all'interno di un piano di revisione dell'intera area materno infantile regionale e deve puntare a costruire un sistema omogeneo e coordinato regionale del percorso nascita centrato sulla sicurezza della mamma e del neonato.
Fra i contributi dei professionisti intervenuti oggi anche quello di Danica Dragovic, direttore della pediatria di Monfalcone, che ha vissuto la chiusura del punto nascita di Gorizia sottolineando la validità della scelta: "l'attività clinica di un medico deve essere numerosa per casi affrontati per poter essere di qualità; assistere ad un parto ogni due giorni per un medico non è utile alla crescita professionale". Sul punto, Telesca ha ricordato come "a seguito della chiusura del punto nascita goriziano, abbiamo concentrato tutte le professionalità e le competenze in un'unica struttura migliorando efficienza, efficacia, funzionalità e impiego delle risorse".

D'accordo, fra gli altri, anche Alessandro Ventura, direttore clinica pediatrica Irccs Burlo Garofolo, che ha sottolineato come "la chiusura dei punti nascita si basa sul fatto che qualità e sicurezza sono date dal numero di parti e dalle esperienze: l'ospedale non garantisce di per sé qualcosa ma riesce a tutelare la salute quando all'interno della struttura c'è competenza, data appunto dall'esperienza acquisita".
 

18 Gennaio 2016

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