Raccolte 3 mila firme contro chiusura Pronto Soccorso Ospedale Moscati di Taranto

Raccolte 3 mila firme contro chiusura Pronto Soccorso Ospedale Moscati di Taranto

Raccolte 3 mila firme contro chiusura Pronto Soccorso Ospedale Moscati di Taranto
Le firme saranno ora consegnate al presidente del Consiglio regionale. Galante (M5S): “Si sente la mancanza di un’assessore alla Sanità che conosca i problemi del settore e dei cittadini. Emiliano dovrebbe urgentemente nominarne uno anche per evitare di affidarsi a manager che hanno competenze economiche-finanziarie ma non fanno programmazione sanitaria”.

Si è tenuta a Taranto una Conferenza Stampa per illustrare la iniziativa che ha portato alla raccolta di circa 3.000 firme tra i cittadini di Taranto e Statte per “impedire la chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati di Taranto e la sua conseguente trasformazione in Punto di primo Intervento, così come previsto dal Piano di Emergenza Estivo”. Tra i partecipanti alla conferenza stampa, c’era anche il consigliere regionale M5S Marco Galante membro della III Commissione Sanità, che spiega che ora le firme saranno consegnate al Presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo, "così come previsto dal Regolamento”.

Per Galante “è paradossale far fronte ad un’emergenza che riguarda il personale sanitario sottraendo servizi fondamentali in un periodo come quello estivo in cui il bacino di utenza aumenta a dismisura, per via dei turisti, studenti fuori sede che fanno rientro nella città di Taranto e così via. Inoltre, sembra alquanto inopportuno chiudere il reparto di cardiologia, così come il laboratorio di analisi nelle ore notturne, costringendo l’intera utenza a riversarsi presso l’Ospedale SS. Annunziata che è già di per sé fin troppo intasato”.

Il “problema principale”, per il consigliere 5 Stelle, è che “si sente fin troppo la mancanza di un’Assessore alla Sanità che conosca i problemi del settore e dei cittadini pugliesi. Emiliano dovrebbe urgentemente nominarne uno – conclude – anche per evitare di affidarsi come fatto fino ad oggi a dirigenti/manager che hanno competenze prettamente economiche-finanziarie ma non fanno programmazione sanitaria. Non c'è una pianificazione di interventi per obiettivi, basata su quelli che sono i problemi reali del territorio”.

07 Luglio 2016

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