Rete delle cure palliative pediatriche. Primo incontro del Gruppo di lavoro regionale  

Rete delle cure palliative pediatriche. Primo incontro del Gruppo di lavoro regionale  

Rete delle cure palliative pediatriche. Primo incontro del Gruppo di lavoro regionale  
Fabi: “Siamo tra le regioni con il più alto numero di strutture e posti letto dedicati alle cure palliative, ma vogliamo fare ancora meglio e di più”. Nella Regione oltre 300 posti per l’offerta residenziale in 23 differenti strutture. La Rete di Cure palliative pediatriche si compone di tre nodi - ospedale, territorio e hospice - e di due strutture funzionali, l’Unità di valutazione multidimensionale pediatrica e il Punto unico di accesso pediatrico.

Costituito per volontà della Giunta lo scorso aprile, il Gruppo di lavoro regionale per il monitoraggio e l’implementazione delle cure palliative pediatriche si è riunito per la prima volta, in assessorato Politiche per la salute, a Bologna, in concomitanza con la XXIV Giornata Nazionale del Sollievo, che quest’anno si celebrava domenica 25 maggio. Il Gruppo lavorerà con un preciso obiettivo: garantire il governo della Rete delle cure palliative pediatriche, l’integrazione di tutti i professionisti coinvolti e l’identificazione di aree prioritarie di intervento per la definizione di percorsi assistenziali, affinché su tutto il territorio regionale sia assicurata un’omogenea ed equa presa in carico dei pazienti.

“Le cure palliative, per tutte le persone e ancor più se si tratta di bambini, sono un indicatore fondamentale della capacità di un sistema sanitario di curare e di prendersi cura dei pazienti – affermano in una nota il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – per garantire la qualità della vita a loro e alle famiglie che li assistono. L’Emilia-Romagna è tra le regioni con il più alto numero di strutture e posti letto dedicati, e può contare su una rete diffusa in modo capillare sul territorio. Ma su questo tema dobbiamo e vogliamo fare meglio e di più, perché la sofferenza fisica, a cui corrisponde anche quella psicologica dei pazienti e delle loro famiglie, sia sempre meno parte della malattia”.

“Garantire sollievo e dignità in tutte le fasi del percorso clinico, ancor più nel momento delicato e doloroso del fine vita, è un dovere etico irrinunciabile, che nella nostra regione vede impegnato al fianco delle istituzioni, con un ruolo unico e insostituibile, il mondo del volontariato. Alle associazioni- concludono de Pascale e Fabi- ai benefattori e alle benefattrici che in Emilia-Romagna hanno contribuito a realizzare strutture di straordinario valore come quelle dedicate alle cure palliative, va il nostro più grande ringraziamento”.

L’offerta residenziale in Emilia-Romagna può contare sulle Reti di cure palliative transumurali (che lavorano in ospedale e sul territorio) e gli hospice per oltre 300 posti letto in 23 differenti strutture, oltre ai trattamenti possibili presso gli ospedali e gli ambulatori per le cure palliative precoci quando sono in corso le cure, diffusi in regione. Con l’obiettivo di garantire ai pazienti la qualità di vita in tutte le fasi della malattia.

Ad essa si affianca la Rete regionale di Cure palliative pediatriche, che si compone di tre nodi – ospedale, territorio e hospice – e di due strutture funzionali, l’Unità di valutazione multidimensionale pediatrica e il Punto unico di accesso pediatrico. Queste ultime hanno il compito di valutare l’eleggibilità del bambino alle Cure palliative pediatriche, definire il Piano assistenziale individuale ed avviarne la presa in carico continuativa attraverso percorso assistenziale più appropriato; infine, si occupano di organizzare l’assistenza territoriale e garantire l’erogazione dei dispositivi medici necessari.

28 Maggio 2025

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