Riforma sanità. L’Ordine degli Assistenti Sociali chiede l’istituzione di un’area di Servizio sociale professionale

Riforma sanità. L’Ordine degli Assistenti Sociali chiede l’istituzione di un’area di Servizio sociale professionale

Riforma sanità. L’Ordine degli Assistenti Sociali chiede l’istituzione di un’area di Servizio sociale professionale
Per Egidio Sauro Turetti, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali della Lombardia, questo “consentirebbe una chiara, efficace e riconosciuta organizzazione per coordinare le attività che riguardano questi professionisti, costituendo un servizio ponte tra le aree sanitaria, sociosanitaria e sociale”-

L’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia ha presentato all’Assessorato al Welfare della Regione una proposta per l’istituzione dell’area di Servizio Sociale Professionale (Ssp) nell’ambito delle nuove organizzazioni sanitarie previste nella Legge Regionale di riordino del sistema sociosanitario lombardo (L.R. 23 dell’ 11.08.2015), cioè le Agenzie di Tutela della Salute (Ats), le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (Asst) e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs), ossia i tre principali soggetti pubblici chiamati a realizzare il nuovo sistema sanitario lombardo.

“La proposta – spiega l’Ordine – nasce dall’impegno dell’Ordine degli Assistenti Sociali a contribuire ad una concreta riorganizzazione dei servizi prevista dalla stessa legge regionale.  Gli Assistenti Sociali che operano nei servizi sanitari e sociosanitari della Regione Lombardia sono oltre un migliaio (314 in Aziende ospedaliere , Irccs e Case di Cura private e 689 nelle AslL) su un totale di 5.051 iscritti all’Ordine (dati al 30 settembre 2016) e sono già impegnati nel miglioramento del sistema, in termini di appropriatezza degli interventi”.

“L’attivazione dell’area di Servizio Sociale Professionale – come spiega Egidio Sauro Turetti, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia – consentirebbe una chiara, efficace e riconosciuta organizzazione per coordinare le attività che riguardano questi professionisti, costituendo un servizio ponte tra le aree sanitaria, sociosanitaria e sociale allo scopo di valutare i bisogni del territorio, programmare i servizi erogati dai soggetti dell’intero sistema, predisporre percorsi assistenziali, anche innovativi e coordinare l’utilizzo e l’accesso alle risorse per i programmi di prevenzione”.

“La presenza dell’assistente sociale nell’equipe che effettua la valutazione e definisce il progetto – spiega l’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia – è stabilita da norme nazionali e regionali, ad esempio, quando sono richiesti progetti di intervento per poter mantenere al proprio domicilio persone anziane o disabili, oppure quando vengono pensati percorsi di cura e riabilitazione per persone con disturbi psichici o problemi di dipendenza e, ancora, quando sono attivati programmi di prevenzione ed educazione rivolti agli adolescenti, di sostegno alla famiglia in alcuni passaggi critici”.

Turetti ricorda poi che “se si intende, come previsto nella riforma sociosanitaria regionale, assicurare a queste persone in situazione di fragilità e di vulnerabilità un intervento che rappresenti più un prendersi cura nel loro percorso di vita e di malattia che un curare parcellizzato, una presa in carico integrata e non frammentata che rispetti i desideri e promuova le risorse personali e sociali della persona e della famiglia, è necessario che le direzioni delle ATS, ASST e IRCCS, soggetti strutturalmente votati a pensare in termini ‘medico-sanitari’, predispongano un’organizzazione che assicuri spazi per l’attuazione di modelli di analisi, valutazione e d’intervento sociale e quindi un adeguato riconoscimento dei professionisti deputati a effettuarli”.

“Condividiamo – conclude Turetti – i principi e le finalità enunciati nella Legge di Riforma del sistema sociosanitario regionale lombardo e riteniamo fondamentale, per renderli perseguibili, un'impostazione innovativa sia nell'organizzazione che nell'approccio programmatorio degli enti chiamati a realizzarla e, per questo, manterremo nei prossimi mesi il nostro impegno affinché la proposta avanzata trovi attuazione”.

17 Ottobre 2016

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