Riparto Fsn 2013. Coletto: “Un ‘fondino’ ad hoc per riequilibrare le perdite di alcune Regioni” 

Riparto Fsn 2013. Coletto: “Un ‘fondino’ ad hoc per riequilibrare le perdite di alcune Regioni” 

Riparto Fsn 2013. Coletto: “Un ‘fondino’ ad hoc per riequilibrare le perdite di alcune Regioni” 
Questa l'integrazione alla proposta del ministero annunciata dal coordinatore della commissione salute per la conferenza delle Regioni. Così si andrà incontro alle richieste di Liguria, Lazio e Lombardia, riuscendo però a "ricompensare chi ha lavorato bene". Novità sul Patto per la Salute: "Ci saranno nuovi criteri, uno potrebbe essere quello dell'epidemiologia". 

Un 'fondino' ad hoc (circa 429 milioni delle quote premiali per gli anni 2012 e 2013) che servirà per riequilibrare le perdite più consistenti di alcune Regioni riguardo il riparto del Fondo sanitario nazionale 2013, ma anche alcune novità riguardanti il Patto per la Salute, come ad esempio il possibile inserimento di un nuovo criterio "oggettivo" quale quello dell'epidemiologia. Queste alcune delle novità anticipate in questa intervista dall'assessore alla Salute della Regione Veneto e coordinatore della commissione salute per la Conferenza delle Regioni, Luca Coletto, in occasione della Conferenza Stato-Regioni di oggi.

Assessore Coletto, siete arrivati ad un accordo sul riparto del fondo sanitario?
Abbiamo deciso di integrare la proposta del ministero inserendo un fondino che servirà a riequilibrare le perdite più consistenti di alcune regioni, Liguria, Lazio e Lombardia in primis e nel contempo a ricompensare chi ha lavorato bene ed è giusto che venga premiato, diversamente ci livelleremmo tutti verso il basso. D’altro canto la legge parla chiaro: va premiato chi ha rispettato il tavolo Lea e ha ottenuto un equilibrio di bilancio. Oggi è prevalso il buon senso, ma soprattutto è prevalsa la difesa di quello che è l’obiettivo primario e fondamentale delle politiche sanitarie, ossia tutelare l’universalismo del nostro sistema sanitario che permette a tutti, e dico a tutti, di avere le cure di cui hanno bisogno.
E questo è solo l’inizio, perché nel tempo con i costi standard corretti e con le dotazioni standard, un correttivo rispetto ai costi standard che vorrei fortemente passasse all’interno del patto per la salute, intraprenderemo definitivamente un cammino virtuoso per mantenere quel bene comune che si chiama sistema sanitario su base universalistica.
 
Sul Patto per la Salute, a che punto siamo?
Proprio oggi ho chiesto al presidente Errani di sollecitare un incontro con il ministro perché vorremmo evitare che si arrivasse a un patto per la salute con la spending review secondo la formula dettata dal dottor Cottarelli. Non dimentichiamo che la programmazione della sanità è in capo alle Regione, magari sarebbe opportuno parlare con loro per capire dove si può tagliare e dove magari si può fare uno sforzo per migliorare e aumentare le risorse in determinati ambiti. Anche perché va sottolineato che, e non è secondario, qualora venisse applicata una spending review in sanità, le risorse risparmiate non dovranno andare nella disponibilità di altri ambiti ma dovranno rimanere nella disponibilità della sanità per essere reinvestiti. Comunque puntiamo a riaprire i lavori subito dopo la pausa invernale.
 
Ci potrebbero essere novità?
Ci saranno nuovi criteri, uno su tutti potrebbe essere quello dell’epidemiologia che è un criterio oggettivo, e prende in considerazioni ad esempio la presenza di forti antropizzazioni e importanti insediamenti industriali. Un criterio che non ha nulla a che fare con la deprivatizzazione. Questo è un criterio legato al sociale e non alla sanità. Quando i Liveas avranno un fondo proprio si potrà discutere di questo criterio. Il sociale e il sanitario vanno tenuti ben distinti. Ci sono sicuramente ambiti che si toccano ed è per questo che vanno definiti i livelli socio sanitari. Ma ritenere che il sociale possa attingere dai fondi della sanità è impensabile.  

19 Dicembre 2013

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