Sacile. Cittadella della salute, Simon (Ex Dg Aas 5): “Un progetto ambizioso che in 20 anni non è ancora riuscito a diventare realtà”

Sacile. Cittadella della salute, Simon (Ex Dg Aas 5): “Un progetto ambizioso che in 20 anni non è ancora riuscito a diventare realtà”

Sacile. Cittadella della salute, Simon (Ex Dg Aas 5): “Un progetto ambizioso che in 20 anni non è ancora riuscito a diventare realtà”
Al progetto di riconversione dell'ospedale di Sacile mancano ancora dei “pezzi importantissimi” che però l’amministrazione regionale precedente  finanziò per intero con 4.5milioni di euro, spiega l’ex Dg dell’ex Azienda per l'Assistenza Sanitaria n. 5 "Friuli Occidentale. Si tratta, in particolare, del Centro di salute mentale e degli spazi con degli appartamenti per disabili non tanto gravi senza familiari. Intanto la Rsa appena creata è stata riconvertita interamente in reparto Covid. E c’è chi parla addirittura di smantellamento dell’intera struttura.

Da circa vent’anni, nell'ospedale di Sacile (Pordenone) è in corso una riconversione dei servizi, pensata e progettata sin dal 2000 con l’obiettivo di colmare la volontà politica regionale di allora, da un lato e  le nuove esigenze sacilesi, dall’altro. Nonostante il tempo trascorso, alla nuova Cittadella sacilese mancano ancora pezzi importanti, oltre allo smantellamento della nuova RSA che ha portato a molte polemiche.

“Un progetto ambizioso che è partito circa vent’anni fa – spiega Giorgio Simon, Direttore Generale in quiescenza dell’ex Azienda per l'Assistenza Sanitaria n. 5 "Friuli Occidentale" – che voleva riqualificare la sanità locale a Sacile, tenendo conto dell’ospedale Hub di Pordenone che dista a soli 16 km. Originariamente la Cittadella della salute nacque cercando di colmare quelli che erano i nuovi bisogni sanitari e socio sanitari del momento, sulla coerenza di una popolazione in progressivo invecchiamento”.

Un progetto nato sul presupposto che l’ospedale di Sacile non poteva e non doveva creare squilibri con quello di Pordenone, ma allo stesso modo doveva essere rivalorizzato stimolando il benessere locale oltre che andare in contro ai nuovi bisogni demografici, come la creazione di una nuova RSA.

“Le scelte che allora ci spinsero a mettere in piedi questo progetto – prosegue l’ex direttore generale – furono quelle di ripensare completamente questo comprensorio ospedaliero trasformandolo in un’area multifunzionale. Il principale artefice di questa idea, che voglio ricordare, era stato il dott. Siro Carniello, sacilese e allora primario di medicina. La riconversione delle funzioni ospedaliere è iniziata portando qui i servizi di chirurgia minore che non prevedono il ricovero, come la chirurgia alla cataratta e la maculopatia. Altro servizio, importante che Sacile ancora oggi sta usufruendo fu quello di spostare da Pordenone a Sacile uno dei punti di eccellenza italiana e mi sto riferendo al reparto di procreazione medicalmente assistita. Vi fu poi l’idea di adibire un’area per le riabilitazioni dei post acuti con una nuova RSA presidiata 24 ore al giorno da medici. Altra parte che da Pordenone è passata a Sacile è stata quella riabilitativa cardiologica e pneumologica. Oltre a questo è stato portato in questa nuova sede la medicina di gruppo”. 

Dopo tanto lavoro mancano ancora dei pezzi importanti che però l’amministrazione regionale precedente finanziò per intero con 4.5milioni di euro. In particolare restano incompiuti il Centro di salute mentale e gli spazi con degli appartamenti per disabili non tanto gravi qualora venissero a mancare i genitori.

“Mi rendo conto che il progetto della nuova Cittadella sacilese – dice Simon – non è ancora terminato. Le parti che mancano sono importantissime e fanno parte di un progetto altrettanto ambizioso che dà valore alla sanità, come ampliare il centro di salute mentale da 12 a 24 ore e creare degli spazi per le persone disabili che inevitabilmente ad un certo punto della loro vita si trovano sole”

In queste settimane si è aperto un acceso dibattito fra sindacati,  associazioni da un lato e Azienda sanitaria e Regione dall’altro perché l’RSA appena creata è stata riconvertita interamente ad un reparto Covid, tagliando 28 posti letto. C’è chi parla addirittura di smantellamento dell’intera struttura.

“E’ una scelta di cui mi è poco chiara la motivazione – conclude Simon – Si tratta dell’RSA con il tasso di occupazione fra i più alti nella regione FVG e svolge un ruolo essenziale nel territorio. Credo avrei optato per altre soluzioni. L’importante è che il progetto complessivo prosegua e senza intoppi. E’ un progetto unico in Italia che la stessa Università Bocconi si era interessata a questo modello innovativo di riconversione da noi proposto”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

08 Ottobre 2020

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...