Sala operatoria di Neurochirurgia a Vicenza. Nursind in stato di agitazione: “Infermieri spremuti, ora basta”

Sala operatoria di Neurochirurgia a Vicenza. Nursind in stato di agitazione: “Infermieri spremuti, ora basta”

Sala operatoria di Neurochirurgia a Vicenza. Nursind in stato di agitazione: “Infermieri spremuti, ora basta”
Il segretario provinciale Andrea Gregori parla di situazione “insostenibile” e denuncia la mancata applicazione da parte delle Azienda delle disposizioni in merito agli incentivi di produttività per i “numerosi e gravosi” interventi chirurgici effettuati dal personale in regime di reperibilità. Venerdì incontro in Prefettura per dirimere la situazione, “o sarà sciopero”.

“Sempre più complessa la situazione in Neurochirurgia all’Ulss 8 Berica, nonostante la buona volontà del personale infermieristico, spremuto fino al midollo e costretto a lavorare in regime di reperibilità con orari pesanti, a scapito della propria salute e della sicurezza dei pazienti”. La denuncia arriva dal Nursind di Vicenza. “Si tratta dell’ennesimo attacco di questa amministrazione contro i lavoratori del profilo sanitario – afferma il segretario provinciale, Andrea Gregori – con il venir meno degli incentivi di produttività per i numerosi e gravosi interventi chirurgici effettuati in regime di reperibilità. Ci troviamo di fronte a lavoratori che mettono a disposizione la propria professionalità in ore notturne, sabati e domeniche, con interventi che durano anche 5 o 6 ore”.

Una situazione che per il sindacato è “insostenibile” e che “non potrà protrarsi oltre, in termini di sicurezza per lavoratori e pazienti”.

“L’amministrazione dell’Ulss 8 Berica – spiega Gregori – ha applicato alla lettera il contratto integrativo sottoscritto nel 2007 ma limitatamente alla parte più conveniente per l’Azienda, tralasciando altri aspetti di difficile rilevazione. Peccato che i dati in questione riguardassero i tempi degli interventi, che in questo caso sono tra i più lunghi”. Una decisione che, secondo il Nursindm comporta una perdita di circa 800 euro all’anno per gli infermieri ed a fronte della quale anche i lavoratori applicheranno alla lettera i propri diritti e si atterranno scrupolosamente ai propri doveri.

“La logica del buon senso continuamente predicata in un’unica direzione dall’Azienda – sottolinea il segretario Gregori – non trova riscontri quando il buon senso dovrebbe essere praticato da chi governa il sistema”.

Previsto un incontro, venerdì 19 maggio, in Prefettura alle 10, per dirimere la situazione che il Nursind definisce “a dir poco paradossale”. L’incontro, spiega il sindacato, “costituirà anche l’occasione per discutere delle attività improprie svolte da questi professionisti a causa delle carenze organizzative aziendali e che non verranno più svolte, con un effettivo danno a carico del cittadino-paziente, ossia di chi paga il servizio pubblico e gli stipendi dei dirigenti che dovrebbero gestire nel migliore dei modi ogni attività”.

“Verrà negata per sempre, inoltre – aggiunge il segretario del Nursind – la reperibilità del personale non in servizio in caso di urgenze concomitanti. Eventi che in passato hanno contribuito a salvare vite umane, grazie a disponibilità e buon senso che a questa amministrazione sembra non interessare. La vicenda è grave, ma non ci sorprende. Infatti, nessuno di questi nuovi dirigenti – conclude il segretario Gregori – ha mai guidato una struttura a valenza provinciale come una Neurochirurgia, quindi il più delle volte ci si confronta senza che l’interlocutore, che dovrebbe dettare le linee guida, abbia la conoscenza effettiva di ciò di cui si parla”.

Se venerdì il Prefettura il tentativo di conciliazione non andrà a buon fine il sindacato annuncia che verranno proclamati tre giorni di sciopero della sala operatoria di Neurochirurgia, “con le evidenti ripercussioni sugli utenti a causa di un’amministrazione priva del buon senso tanto predicato in questo anno e mezzo di gestione”.

17 Maggio 2017

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