Sanità privata. Liste di attesa e mobilità sanitaria. Nuovo accordo quadro tra Regione e Anisap

Sanità privata. Liste di attesa e mobilità sanitaria. Nuovo accordo quadro tra Regione e Anisap

Sanità privata. Liste di attesa e mobilità sanitaria. Nuovo accordo quadro tra Regione e Anisap
Il documento, valido fino al 2021, mira a una maggiore trasparenza e risposte più omogenee al fabbisogno di assistenza specialistica. Venturi: "Un esempio di collaborazione e integrazione non competitiva tra pubblico e privato per rispondere in modo qualificato ai bisogni dei cittadini".

"Valorizzare il ruolo delle strutture private accreditate fornitrici di assistenza specialistica ambulatoriale e rafforzare ulteriormente la trasparenza nei rapporti con le Aziende sanitarie del territorio. È l’obiettivo condiviso nel nuovo accordo quadro siglato ieri mattina in viale Aldo Moro, tra Regione e Anisap Emilia-Romagna, la sezione regionale dell’associazione degli ambulatori specialistici privati". A darne notizia, un comunicato della Regione Emilia-Romagna.
 
"Con la firma dell’intesa (quella precedente risaliva al 2010), valida fino al 2021, si rafforza il sistema di collaborazione tra pubblico e privato della sanità emiliano-romagnola per coprire in modo sempre più soddisfacente il fabbisogno di prestazioni specialistiche ambulatoriali del territorio, migliorare ulteriormente la continuità dell’assistenza e la gestione dei tempi di attesa di visite ed esami.
 
Il documento costituisce il quadro di riferimento in base al quale le Aziende sanitarie e le strutture private accreditate che aderiscono ad Anisap dovranno regolamentare, tramite successivi accordi contrattuali locali, i loro rapporti. Nello specifico – spiega la  nota -, saranno oggetto dei singoli accordi tipologie e volumi di attività in relazione al tetto massimo di spesa riconosciuto storicamente (budget storico) alle strutture. In Emilia-Romagna sono 90 quelle private accreditate che operano nell’ambito del sistema sanitario regionale, principalmente nei campi della diagnostica di laboratorio e per immagini, della specialistica ambulatoriale e della riabilitazione".
 
“Il protocollo che abbiamo siglato oggi – commenta l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – consolida e migliora l'accordo già operativo nel 2010. Un esempio di collaborazione ed integrazione non competitiva tra pubblico e privato che consente al nostro sistema sanitario di rispondere in modo qualificato ai bisogni dei nostri cittadini, per limitare ulteriormente la mobilità verso altre regioni e mantenere i tempi di attesaper accedere alle prestazioni sanitariein linea con gli impegni presi con i cittadini”.
 
“Desidero esprimere la massima soddisfazione per la firma di questo nuovo accordo, che riconosce ancora una volta alla nostra associazione un ruolo significativo nell’ambito del sistema sanitario regionale – dichiara Antonio Monti, presidente di Anisap Emilia-Romagna -. Ruolo che intendiamo rafforzare implementando ulteriormente la qualità delle nostre strutture, che compongono una rete in grado, ad oggi, di fornire in tutto il Paese oltre 5 milioni di prestazioni specialistiche, evitando i costi e il disagio del ricovero ospedaliero, a beneficio del sistema sanitario e dei cittadini”.
 
"Nel testo d’intesa, tra gli impegni che gli Enti coinvolti, ciascuno per la propria parte, sono chiamati a rispettare, quello di monitorare, tramite la Commissione paritetica – già istituita nell’accordo precedente – le prestazioni effettuate, l’andamento finanziario del contratto e le sue modalità applicative, gli accordi locali e i tempi di pagamento. Ulteriore compito dei firmatari – prosegue la nota – è quello di individuare congiuntamente soluzioni innovative per contenere la cosiddetta ‘mobilità passiva’, cioè la fruizione di prestazioni specialistiche di residenti in Emilia-Romagna presso strutture di altre regioni.
 
Inoltre, per facilitare i cittadini – conclude la nota -, le strutture aderenti all’associazione potranno entrare a far parte della rete informatica SOLe, in modo da condividere le informazioni sanitarie con gli operatori che hanno in carico la persona, in particolare il medico di medicina generale. Infine, viene messo nero su bianco l’impegno a rispettare, da parte della Pubblica amministrazione, i tempi di pagamento, applicando quanto previsto dalla normativa, dunque 60 giorni dal ricevimento della fattura".

20 Febbraio 2019

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