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Scandalo sanità in Umbria. Marini ufficializza le dimissioni in Consiglio: “Non si metta però in dubbio la qualità del Ssr”. Ma maggioranza le chiede di restare
In Aula discorso della governatrice dimissionaria a seguito dell’inchiesta sui concorsi pilotati all’Ao di Perugia: “Voglio chiarezza non solo per dimostrare la mia estraneità ai fatti, ma anche per salvaguardare l’istituzione nell’importante e significativo lavoro che ha consentito di fare dell’Umbria una regione di qualità ed eccellenza per la sanità erogata”. Apprezzamento per Grillo, che “ha tenuto distinti gli aspetti politici dalle valutazioni sull’efficienza sanità umbra”. Ma nel pomeriggio la maggioranza in Consiglio rinvia tutto e chiede alla presidente di ritirare le dimissioni.
La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, è intervenuta oggi in Consiglio regionale per motivare le dimissioni presentate il 16 aprile a seguito dell’inchiesta sui concorsi pilotati all’Ao di Perugia. Dimissioni, ha spiegato, “non determinate da questione personali ma politico istituzionali” perché gli eventi contestati “impongono un confronto politico nel pieno rispetto delle prerogative dell'Assemblea legislativa”.
Marini ha quindi voluto rivendicare i risultati raggiunti dal suo governo. “Mi sono dimessa – ha detto – al fine di tutelare l’Umbria e la forza, l’affidabilità, la sicurezza, la qualità e l’appropriatezza del suo servizio sanitario, che non è tale a caso ma è anche il frutto del lavoro istituzionale, politico, amministrativo rilevante a cui hanno partecipato organi politici, organi tecnici, e professioni sanitarie”.
Per la governatrice è infatti importante fare le “dovute distinzioni” nella vicenda, “su cui io sono la prima ad avere interesse sia fatta chiarezza, non solo per consentire alla mia persona di dimostrare la più assoluta estraneità ai fatti, ma anche per salvaguardare l’istituzione regionale che rappresento e guido nell’importante e significativo lavoro che ha consentito di far crescere” la sanità regionale, “facendo dell’Umbria una regione di qualità ed eccellenza per la sanità erogata”.
Per Marini i la vicenda giudiziaria ha messo in discussioni aspetti che dovranno essere affrontati nelle sedi competenti, ma “i tempi della giustizia sono diversi da quelli dell’agenda istituzionale e della politica”. Marini ha chiesto però rispetto per le persone coinvolte e indagate: “Non è questa la sede, così come non lo è il Parlamento e il Governo, e tanto meno le piazze, per entrare nel merito delle posizioni individuali. Non per garantismo di facciata ma per rispetto dello stato di diritto, che in una istituzione si deve avere”, ha detto. Aggiungendo che “spetta invece a politica, alle istituzioni e a questa assemblea legislativa affrontare gli aspetti più politici della vicenda, con un dibattito rivolto anche agli operatori che fanno funzionare i servizi, a cominciare da quelli sanitari”.
Marini ha quindi espresso aprezzamento per le dichiarazioni rese dal ministro della Salute Giulia Grillo nella sua visita, a pochi giorni dagli arresti, all’Ao di Perugia: “Ha tenuto distinti gli aspetti più politici dalle valutazioni sull’efficienza sanità umbra”.
Per la stessa ragione Marini ha voluto ringraziare il commissario dell’Ao di Perugia Antonio Onnis, che nel corso della sua presentazione in Regione ha parlato dell’Ao di Perugia come di una “realtà di eccellenza a livello nazionale”.
Ma la maggioranza prende più tempo per approfondire la questione e chiede a Marini di recedere dalle dimissioni. Dopo la relazione della Presidente, la seduta è ripresa nel pomeriggio, dopo una pausa per l’effettuazione di due riunioni della Conferenza dei Capigruppo. Il capogruppo regionale del Pd, a nome della maggioranza, ha chiesto all’Aula di approfondire il dibattito e di poter svolgere ulteriori valutazioni sui contenuti dell’intervento della Presidente, aggiornando ad una apposita seduta, da prevedere entro il giorno 18 maggio, la discussione sulla proposta di risoluzione (formalizzata in data odierna dai gruppi PD, SeR, Misto-Articolo 1/MdP, Misto-”Liberi e Forti”) con cui si invita la presidente della Giunta regionale “a recedere dalle dimissioni ai sensi dell’art. 64, comma 3 dello Statuto regionale”.
Al termine del dibattito, che ha visto le opposizioni schierarsi contro la proposta della maggioranza, l’Assemblea ha votato a maggioranza (11 sì, 8 no) per accogliere la proposta di rinvio dei lavori.
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