Scarlattina. In Veneto 1.506 casi nei primi quattro mesi del 2023

Scarlattina. In Veneto 1.506 casi nei primi quattro mesi del 2023

Scarlattina. In Veneto 1.506 casi nei primi quattro mesi del 2023
In relazione all’aumento di casi di scarlattina registrati negli ultimi mesi, la Direzione Prevenzione della Regione del Veneto ha realizzato un report che di seguito viene diffuso. Sulla questione è stata emessa una circolare del Ministero della Salute, che è stata trasmessa alle Ullss.

In Italia, come in tutta Europa, è stato evidenziato un aumento dei casi di scarlattina a partire da gennaio 2023, soprattutto nei bambini di età inferiore a 15 anni.

Negli ultimi anni la limitazione delle aggregazioni sociali hanno limitato il numero di casi. Con il ritorno alla normalità della vita sociale nel corso del 2022 e del 2023 si sta assistendo ad un aumento della casistica, in linea a valori simili a quelli riscontrati comunque durante alcuni anni pre-pandemici.

In particolare, nel Veneto, nei primi quattro mesi del 2023 si sono registrati 1506 casi, un numero significativamente più alto rispetto alla media del periodo 2017-2019. Il picco di segnalazione si è verificato nel mese di marzo (617 casi) e nel mese di aprile il dato risulta già in discesa con 317 casi.

Andamento delle segnalazioni annuali di Scarlattina nella Regione Veneto a partire dal 2012 e per i primi 4 mesi del 2023


In genere i casi si verificano principalmente nel periodo primaverile. Anche nel 2012 e nel 2013 si erano registrati valori superiori nelle segnalazioni, rispettivamente 1943 e 1733 casi. Raramente e soprattutto nelle persone fragili l’infezione può causare una forma più grave, detta malattia invasiva da Streptococco di gruppo A: quest’anno, ad oggi, si sono registrate 11 di queste forme che hanno colpito soprattutto soggetti adulti (età mediana 42 anni).

La situazione è attentamente sorvegliata e i dati del mese di aprile sembrano mostrare un graduale calo. In data 18.4.2023 la Regione Veneto ha fornito ulteriori indicazioni alle ULSS inoltrando l’ultima Circolare del Ministero della Salute. La scarlattina è in genere una malattia lieve. In presenza di sintomi quali mal di gola e eruzioni cutanee, è importante comunque rivolgersi al medico e seguire le buone norme di igiene respiratoria e delle mani.

Lo streptococco di gruppo A (GAS) causa comunemente forme lievi di malattia come tonsillite, faringite e scarlattina.

La trasmissione del batterio può avvenire da persona a persona con diverse modalità:

  • via aerea: attraverso la tosse e lo starnuto di una persona infetta, che rilascia goccioline di saliva (droplet) nell’aria. Le persone vicine possono inalare queste goccioline infette;
  • contatto diretto: contatto diretto con secrezioni della persona infetta o con oggetti contaminati, come giocattoli o superfici. Ad esempio, una persona infetta che tossisce o starnutisce può depositare il batterio sulle mani o su oggetti;
  • trasmissione alimentare: il GAS può essere trasmesso attraverso il consumo di alimenti contaminati da persone infette. Questa modalità di trasmissione è rara ma può verificarsi, ad esempio, attraverso la contaminazione di alimenti con goccioline di saliva di una persona infetta.

La scarlattina è un’infezione tipica dell’età pediatrica causata da un ceppo batterico che produce una tossina eritrogenica, responsabile della caratteristica eruzione cutanea. L’eruzione cutanea appare solitamente 1-2 giorni dopo l’inizio dei sintomi e si manifesta come minuscole macchie rosse che si diffondono in tutto il corpo. La scarlattina, lo ricordiamo, è un’infezione che si diffonde per via aerea.

Per prevenire la diffusione delle infezioni da GAS, è importante isolare i soggetti malati fino a 48 ore dall’inizio di un trattamento antibiotico appropriato, evitare il contatto con persone infette, coprire bocca e naso quando si tossisce o si starnutisce, praticare una corretta igiene delle mani ed effettuare una corretta pulizia degli ambienti.

03 Maggio 2023

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