Sicilia. Farmacisti ospedalieri precari: “Accordo Regione-Federfarma favorisce solo farmacisti titolari”

Sicilia. Farmacisti ospedalieri precari: “Accordo Regione-Federfarma favorisce solo farmacisti titolari”

Sicilia. Farmacisti ospedalieri precari: “Accordo Regione-Federfarma favorisce solo farmacisti titolari”
Secondo il Comitato che li rappresenta l'accordo sulla consegna dei farmaci per i malati cronici determinerà "un aggravio di spesa per le casse del Ssr" e cosituirà anche "un ulteriore onere a carico dei cittadini sui quali graverà il costo del ticket".

Il comitato dei farmacisti ospedalieri precari interviene in merito all’accordo tra Regione e Federfarma sulla consegna dei farmaci per i malati cronici e non lesina dure critiche. “Al di là della propaganda politica con cui si pubblicizza questo accordo, che sembra totalmente a favore dei pazienti – attacca una nota – evidenziamo l’aggravio di spesa per le casse del Ssr derivante dal compenso spettante a farmacisti e depositari che ammonta a € 4,50 per confezione, a fronte di 1 solo euro previsto con la Distribuzione Diretta, costo nel quale è compreso peraltro anche il compenso degli oltre110 farmacisti precari assunti per tale servizio”.

Altro aspetto nel mirino è quello legato “all’ulteriore onere a carico dei cittadini sui quali graverà il costo del ticket che non è invece previsto con la distribuzione diretta, il cui ammontare dovrebbe aggirarsi intorno a € 3,50 a pezzo, a meno che non paghi la Regione, nonché le spese di acquisto dei farmaci, dei software di gestione, dei costi di deposito merce e del controllo delle ricette”.

Secondo i farmacisti ospedalieri precari non appare poi chiaro con quali modalità la Regione intenderà “assolvere al controllo sull’appropriatezza prescrittiva, nel caso in cui vi sia iperprescrizione, cioè quantità e dosi maggiori di farmaco rispetto a quanto autorizzato dall’Aifa; o sul corretto uso dei farmaci, o ancora al monitoraggio della compliance dei pazienti, essendo stato tra l’altro abolito il passaggio dalle Medicine di Base delle Asp e i controlli da parte dei Servizi Farmaceutici Territoriali. Lavoro che è stato svolto finora con grande slancio e competenza da personale altamente formato e nonostante forme atipiche di contratto estremamente svantaggiose”.

Ulteriore elemento su cui viene focalizzata l’attenzione è rappresentato dal fatto che, “grazie alla distribuzione diretta, almeno il 70% dei pazienti ha potuto ritirare il farmaco direttamente nella stessa struttura in cui veniva prescritto e in cui doveva necessariamente recarsi per la prescrizione e i controlli e per effettuare le chemioterapie. Tale agevolazione è stata peraltro potenziata negli anni, in accordo e in continuo contatto farmacista – specialista prescrittore, dall’istituzione di meccanismi di trasmissione elettronica dei piani terapeutici dalle strutture prescrittrici alle farmacie territoriali, dimezzando così code, rimbalzi infruttuosi ed estenuanti e inutili attese”.

Il comitato è quindi fermamente convinto “che l’accordo si sarebbe potuto evitare se si fosse investito maggiormente sulla distribuzione diretta, migliorandone la capillarità, e sul personale farmacista. Riteniamo sia inverosimile che un governo possa licenziare oltre 110 farmacisti ignorando i risparmi ottenuti con la distribuzione diretta per favorire una casta di milionari: i farmacisti titolari”.

E’ sulla base di queste considerazioni che viene lanciato un appello “al Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, affinché si rivedano le decisioni prese dall’Assessore alla Sanità Lucia Borsellino auspicando un incontro-confronto tra le parti che possa definire una procedura realmente a misura di paziente e che non premi solo le caste per antonomasia a scapito della comunità tutta”.
 
 

21 Agosto 2013

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