Sicilia. L’allarme di Scarpuzza (Aaroi-Emac): “La Regione vuol tagliare 72 posti letto di rianimazione”

Sicilia. L’allarme di Scarpuzza (Aaroi-Emac): “La Regione vuol tagliare 72 posti letto di rianimazione”

Sicilia. L’allarme di Scarpuzza (Aaroi-Emac): “La Regione vuol tagliare 72 posti letto di rianimazione”
La proposta di una rete di Emergenza-Urgenza presentata dall'Assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, è a detta del Sindacato "irricevibile. Una decisione che avrebbe senza dubbio una ripercussione sui trapianti di organi, dal momento che le rianimazioni svolgono un ruolo fondamentale anche in questo ambito".

"Non è una riorganizzazione, tanto meno una riprogettazione, è un taglio vero e proprio di posti letto fondamentali per la sopravvivenza. L’attuale proposta per la rete di Emergenza-Urgenza presentata dall’Assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, è al momento irricevibile”. Con queste parole, Emanuele Scarpuzza, Presidente AAROI-EMAC Sicilia, liquida senza mezzi termini quella che viene definita una “riprogettazione della rete ospedaliera sull'emergenza-urgenza”, in grado, a dire dell’Assessore, di garantire la tempestività di intervento sanitario in Sicilia.

"E invece è esattamente il contrario – afferma Scarpuzza -. Se la proposta di riorganizzazione della rete di Emergenza-Urgenza passasse così come ci è stata descritta, non saremmo più in grado di garantire il servizio essenziale necessario a salvare vite umane.Siamo di fronte ad un vero e proprio passo indietro che non risponde alle reali esigenze della Regione. In Sicilia, secondo i dati epidemiologici, occorrerebbero oltre 500 posti letto di Rianimazione. Al momento siamo fermi a 282, ossia ne mancano quasi la metà. Eppure, la presunta riorganizzazione, invece di aumentarli, ne taglierebbe ben 72".

"Secondo il piano – prosegue il Presidente AAROI-EMAC Sicilia -, nei cosiddetti Ospedali di base, sarebbero previste quattro Unità Operative: Pronto Soccorso, Medicina, Chirurgia Generale, Ortopedia. Vale a dire che salterebbero i reparti di Rianimazione in 14 Presidi Ospedalieri, ossia in quelli di Marsala, Castelvetrano, Sciacca, Partinico, Ingrassia-Palermo, Termini Imerese, Cefalù, Milazzo, Patti, Taormina, Pulejo Piemonte-Messina, Acireale, Militello Val di Catania, Modica.  Una simile decisione andrebbe in senso opposto rispetto al piano che era stato predisposto dall’Assessore Lucia Borsellino e che prevedeva un incremento di 101 posti letto di Rianimazione in ottemperanza alle Linee Guida del Ministero della Salute".

"Alla luce di tale premessa – sottolinea Scarpuzza -, è evidente che ridurre in Sicilia i letti di Rianimazione sarebbe una scelta contro la salute dei cittadini che renderebbe ancora più critica una situazione già molto difficile. Basti pensare che in inverno siamo spesso costretti ad inviare i pazienti nelle Rianimazioni delle Regioni limitrofe per mancanza di posti letto. Non immaginiamo, quindi, che cosa potrebbe accadere se la riduzione, al momento ventilata, diventasse realtà. Una decisione che, tra l’altro, avrebbe senza dubbio una ripercussione sui trapianti di organi, dal momento che, come è noto, le Rianimazioni svolgono un ruolo fondamentale anche in questo ambito. Esiste, infine, anche un’altra questione: la riorganizzazione ipotizza Presidi Ospedalieri con la Chirurgia, ma senza la presenza di Anestesisti Rianimatori. Un’ipotesi a dir poco paradossale che va al di là della realtà e che ha tutta l’aria di essere un triste escamotage per far fronte alla cronica carenza di Anestesisti Rianimatori".

"Da parte nostra siamo disponibili a sederci ad un Tavolo tecnico – conclude Emanuele Scarpuzza -, a patto che la bozza di riorganizzazione della rete di Emergenza-Urgenza venga revocata. Se così non fosse, non staremo certo a guardare. Contesteremo il piano in tutte le sedi opportune, anche attraverso una decisa mobilitazione che potrebbe arrivare a bloccare le sale operatorie. Crediamo, infatti, che al di là di dover tutelare i Colleghi che lavorano in Sicilia, sia nostro dovere opporci di fronte a decisioni che certamente minerebbero la salute dei cittadini".


 


Lorenzo Proia

12 Settembre 2016

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