Sicilia. Riordino rete ospedaliera. M5S: “Un pastrocchio Renzi-Crocetta che si rivelerà ingovernabile”

Sicilia. Riordino rete ospedaliera. M5S: “Un pastrocchio Renzi-Crocetta che si rivelerà ingovernabile”

Sicilia. Riordino rete ospedaliera. M5S: “Un pastrocchio Renzi-Crocetta che si rivelerà ingovernabile”
I deputati pentastellati dell’Ars annunciano una “guardia strettissima sui tagli e sulle chiusure di reparti e strutture” annunciate dall'assessore Gucciardi. E chiedono che “si pubblichino i documenti. Non si può agire in modo carbonaro, come si sta facendo, su una questione di enorme importanza come la sanità”.

“Un pastrocchio Renzi -Crocetta che si rivelerà ingovernabile”. Così M5S nell'Assemblea regionale siciliana in riferimento al piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Siciliana e annuncia “una guardia strettissima sui tagli e sulle chiusure di reparti e strutture annunciate dall’assessore Gucciardi in ossequio alle prescrizione del dm 70 e della legge Balduzzi”.

“La rivoluzione in sanità – dicono i componenti della commissione sanità di Palazzo dei Normanni, Francesco Cappello e Giorgio Ciaccio – non sia un bagno di sangue per i siciliani, vogliamo vedere bene le carte e discutere dei tagli con serenità. E, comunque, ai territori vanno assicurate misure compensative”.

“L’applicazione del dm 70? – continuano i due deputati – Ci sta, se l’ottica è quella di migliorare la rete sanitaria, ma l’alibi dell’adempimento di legge non può essere il grimaldello per chiudere in maniera indiscriminata e soprattutto nebulosa. Una rivoluzione di questo genere, come l’ha chiamata lo stesso assessore, va fatta col massimo della trasparenza e non nella maniera carbonara come è stata condotta finora. E, soprattutto, senza l’acceleratore a tavoletta che porterebbe al sicuro disastro. Qui si rischia di lasciare cicatrici perenni sulla pelle dei siciliani, non possiamo permetterlo. Se alcuni tagli sono indispensabili, si pensi allora ad ad opere di compensazione per i territori che resteranno sguarniti, come il miglioramento della viabilità. Si potrebbe pensare, anche a diminuire sensibilmente la contribuzione della Sicilia alla spesa sanitaria nazionale, per dirottare quelle risorse in direzione di strutture compensative per i territori”.

“Naturalmente tutto ciò – continuano i due deputati – si apprende dalla stampa, poiché l’assessore non ha ancora reso partecipe la commissione sanità, forse perché sa che non permetteremo – dicono – di distruggere la sanità siciliana procedendo a colpi di tagli lineari o di chiusure di reparti, come sta accadendo al san Raffaele di Cefalù o in tutta la provincia di Enna, dove è annunciata l’ecatombe dei pronto soccorsi. Non vorremmo che la scarsa trasparenza porti a chiudere ciò che potrebbe rimanere in vita e a lasciare aperto ciò che andrebbe chiuso, ma che gode del salvacondotto dei soliti amici degli amici”.

“Un potenziale caos. Ecco cosa succede a voler accontentare sia Roma che qualche amichetto in Sicilia”, commentano Giancarlo Cancelleri e il capogruppo Matteo Mangiacavallo. “Siamo davanti a un mix tra decreti nazionali e delibere regionali che crea un pastrocchio che si rivelerà ingovernabile. Si pensi a tagliare sugli sprechi, sugli obiettivi finti, sulle duplicazioni di reparti e a rimuovere dirigenti senza titoli. Tantissime cose in questa operazione ci lasciano perplessi: la rete del 118, ad esempio, è pronta a reggere la forza d’urto della nuova organizzazione? Le celebratissime assunzioni con cui il Pd ha foraggiato la sua campagna elettorale sono letteralmente tramontate? Altro che rimpolpamento degl organici, qui si va verso nuovi licenziamenti. Probabilmente non è elegante dire ‘lo avevamo detto’, ma in casi come questo è pressoché inevitabile”.

12 Settembre 2016

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