Sicurezza sul lavoro. Sciopero dei tecnici di vigilanza il 25 ottobre

Sicurezza sul lavoro. Sciopero dei tecnici di vigilanza il 25 ottobre

Sicurezza sul lavoro. Sciopero dei tecnici di vigilanza il 25 ottobre
L’annuncio di Fp Cgil, Cisl e Uil dopo il tentativo fallito di conciliazione con la Regione. La vertenza nasce dalla forte carenza di personale in una Regione dove quello degli incidenti sul lavoro è un tema sensibile: “Gli obiettivi numerici del servizio di vigilanza, fissati dal piano regionale 2018-2020, diventano così raggiungibili solo a scapito della qualità. Le ispezioni diventano veloci, si è costretti a privilegiare contesti facili. Aumentare il numero delle ispezioni, fatte in questo modo, non ha alcun significato”, spiegano i sindacati.

“Con ogni probabilità i dipendenti degli Spisal veneti incroceranno le braccia proprio il prossimo 25 ottobre”. Ad annunciarlo sono i segretari Fp di Cgil – Cisl – Uil, Sonia Todesco, Alessandro Peruzzi ed D'Emanuele Scarparo, all’indomani del tentativo di trovare un accordo presso la Prefettura di Venezia della scorsa settimana, dove la Regione Veneto era assente e non ha fatto pervenire alcuna comunicazione e giustificazione. Il disappunto nasce dalla forte carenza di personale nei Servizi di Prevenzione Igiene e Sicurezza in Ambienti di Lavoro, nonostante nel 2018, poco dopo gli incidenti mortali avvenuti alle Acciaierie Venete, la Regione Veneto autorizzava l’assunzione di 25 nuovi dipendenti. Nelle more il personale tecnico per la prevenzione è ulteriormente diminuito e ciò rende difficoltoso il servizio di tutoraggio dei neo assunti.

“In alcune Ulss è praticamente impossibile garantire con il personale in servizio l’affiancamento di questi nuovi tecnici. Significa che, per necessità, si ritrovano, appena assunti, a sostenere turni e reperibilità anche da soli. A risentirne, naturalmente è la stessa attività. Gli obbiettivi numerici del servizio di vigilanza, fissati dal piano regionale 2018-2020, diventano così raggiungibili solo a scapito della qualità. Le ispezioni diventano veloci, si è costretti a privilegiare contesti facili e lo scopo prevenzionale dell’attività di vigilanza, in sostanza, diventa impossibile da raggiungere. Aumentare il numero delle ispezioni, fatte in questo modo, non ha alcun significato”, spiegano i sindacati.

I tecnici della prevenzione SPISAL esprimono la loro contrarietà anche all’utilizzo di risorse derivanti dalle sanzioni di cui al D.Lgs 758/94 “disciplina sanzionatoria in materia di lavoro” per l’assunzione dei nuovo personale. “Dal 2007 la regione valorizzava l’attività dei Spisal per il raggiungimento degli obbiettivi LEA di vigilanza pari al 5%, con risorse che incentivavano l’attività. Nel 2018 la scelta della Regione è stata di utilizzare queste risorse, per assumere i nuovi tecnici. Due i profili contestati: il primo riguarda la legittimità dell’operazione stante la legge regionale n. 43/2012 che non autorizza l’utilizzo delle risorse per assunzioni di personale, ma per valorizzarlo a fronte di obbiettivi. Al contrario la Regione interviene, con DGR 1055/2018, retroattivamente sull’anno 2017, sospendendo l’erogazione di queste risorse. Il secondo profilo si riferisce alla scarsa rilevanza che questi servizi e gli operatori che vi lavorano, assumono per la Regione Veneto. Sembra che l’obbiettivo sia dimostrare di aver fatto di più, che di aver fatto bene. Chiedere infatti agli operatori sempre più “numeri in vigilanza” togliendo loro riconoscimenti non sembra, in sintesi, una grande mossa gestionale finalizzata a motivare e incentivare obbiettivi i qualità di questi servizi”, spiega Todesco. Gli ispettori degli Spisal lamentano soprattutto la decisione della Regione Veneto di non riconoscere la loro professionalità, di non coinvolgerli attivamente nei piani di intervento, fino al punto di aver cancellato gli incentivi salariali legati ai risultati per finanziare le assunzioni di nuovi tecnici, che non vanno ad ampliare l'organico, ma sostituiscono i pensionamenti ed i trasferimenti.

“A questo punto – sostiene Marj Pallaro della FP Cisl – non ci rimane che la strada della mobilitazione. In gioco non sono solo le condizioni di lavoro di questi tecnici ma uno dei capisaldi della sicurezza sul lavoro, sulla quale esiste un Piano Strategico condiviso con la Regione non più tardi di 14 mesi fa.

Endrius Salvalaggio

16 Ottobre 2019

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