Sin: “Sardegna unica regione senza trasporto neonatale” Arru: “Entro due settimane delibera con riorganizzazione Stam e Sten”

Sin: “Sardegna unica regione senza trasporto neonatale” Arru: “Entro due settimane delibera con riorganizzazione Stam e Sten”

Sin: “Sardegna unica regione senza trasporto neonatale” Arru: “Entro due settimane delibera con riorganizzazione Stam e Sten”
In mattinata la Società Italiana di Neonatologia aveva lanciato l’allarme. Interpellato da Quotidiano Sanità l’assessore alla Salute della Regione Sardegna ha assicurato che dopo l’attivazione dell’azienda regionale dell’emergenza e del sistema di elisoccorso, ora tocca al sistema di trasporto neonatale

La Sardegna è l’unica Regione che non si sia dotata di un Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale (Sten).

È quanto denuncia la Società Italiana di Neonatologia in una nota.

“In seguito alla survey sui centri che svolgono attivi sul territorio nazionale, promossa dal Direttivo del Gruppo di Studio sul Trasporto Neonatale della Società Italiana di Neonatologia (SIN) circa due anni fa, tutte le regioni all’epoca carenti nel servizio hanno provveduto ad adeguarsi, solo la Sardegna ne risulta ancora attualmente sprovvista. Esistono delibere regionali di attivazione dello Sten con sedi a Cagliari e Sassari, ma i servizi non sono ancora del tutto attivati, mancando ancora alcuni dettagli organizzativi, che non si sa ancora quando potranno essere espletati”.

Quei dettagli, però potrebbero arrivare a giorni. Contattato da Quotidiano Sanità, l’assessore alla Sanità Luigi Arru ha assicurato che “entro un paio di settimane sarà approvata la delibera sulla riorganizzazione dello Stam [Servizio di Trasporto Assistito Materno] e dello Stem [Sistema di Trasporto in Emergenza del Neonato]”.

La delibera chiarirà nel dettaglio l’organizzazione della rete di emergenza neonatale, che orbiterà sui centri di Cagliari e Sassari. A questi si aggiunge Nuoro, che in virtù del piano di Ridefinizione della rete ospedaliera approvato lo scorso ottobre ha conservato un’unità di Rianimazione neonatale/pediatrica come articolazioni di altra Struttura complessa, in deroga ai bacini minimi di riferimento).
 
“Negli ultimi mesi abbiamo attivato l’azienda regionale dell’emergenza, abbiamo finalmente dato il via all’elisoccorso e a breve provvederemo a concludere la riorganizzazione della rete di trasporto neonatale”, aggiunge Arru. Che risponde a un’altra critica che arriva dalla Sin: il nodo “dei trasporti dei neonati fuori dalla regione, quindi nel Continente”.

“Per le situazioni di emergenza viene utilizzato il trasferimento via aerea, principalmente verso Roma e Genova”, dice la Società italiana di neonatologia. “Neonati, in imminente pericolo di vita, vengono portati dalla Sardegna agli ospedali pediatrici della penisola con dei voli militari, che forniscono apporto logistico, ma non l’attrezzatura specifica per il trasporto ed il personale medico ed infermieristico, che è fornita dal centro trasferente. Gli aerei utilizzati non sono vere e proprie aereo-ambulanze, ma devono essere allestiti con quanto occorre di volta in volta”.

“È un problema noto”, dice Arru che rimarca le peculiarità dell’isola e l’eccezionalità dei trasferimenti di neonati (pochissimi casi ogni anno) che rende non semplice la messa a punto di un servizio dedicato.

I neonati oggetto di trasferimento nel continente sono quasi esclusivamtne bambini che necessitano di trapianti o di interventi chirurgici ad altissima complessità che solo pochi centri in Italia sono qualificati a svolgere e per i quali, vista l’esiguità del numero, sarebbe impossibile attivare centri dedicati in Sardegna.

“Nonostante ciò – rassicura l’assessore – stiamo cercando una soluzione strutturale anche al problema dei trasferimenti al di fuori della regione”.
E anche questa potrebbe arrivare a breve.  

23 Aprile 2018

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