Slow Medicine. Incontro al San Luigi Gonzaga di Orbassano

Slow Medicine. Incontro al San Luigi Gonzaga di Orbassano

Slow Medicine. Incontro al San Luigi Gonzaga di Orbassano
Marco Bobbio, esponente del movimento, sarà al San Luigi giovedì 25 maggio, alle 17,30, presso il polo didattico dell’Università, per un incontro/dibattito con gli studenti di Medicina, introdotto dal prof. Piero Paccotti e presentato dal dott. Franco Ripa, Commissario dell’Aou.

Appuntamento al San Luigi giovedì 25 maggio, alle 17,30, presso il polo didattico dell’Università, per un incontro/dibattito con gli studenti di Medicina dedicato al movimento Slow Medicine.

Il movimento culturale “Slow Medicine” si impegna a sostenere e diffondere l’idea e la pratica di una Medicina:
–    sobria, che riconosce che “fare di più non significa fare meglio”
–    rispettosa, che riconosce che “valori, desideri ed aspettative delle persone sono diversi e inviolabili”
–    giusta, cioè adeguata alle persone e alle circostanze, per “promuovere cure appropriate e di buona qualità per tutti”.

 “Siamo molto lieti – afferma in una nota il Commissario del San Luigi Franco Ripa – di ospitare l’evento, anche perché stiamo sviluppando a livello aziendale  un progetto di ricerca-azione per scegliere saggiamente  le pratiche efficaci ed appropriate. Il progetto ha lo scopo di migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi erogati, attraverso la riduzione di pratiche (esami diagnostici, trattamenti, farmaci) che, secondo le conoscenze scientifiche disponibili, non apportano benefici significativi ai pazienti ai quali sono generalmente prescritte. Al momento sono state formulate circa 80 schede choosing wisely da parte di 35 strutture e per l’anno 2017 prevediamo una specifica formazione in questo ambito”.

Marco Bobbio, cardiologo, è un autorevole esponente del movimento. E’, inoltre, apprezzato scrittore. “Nei suoi libri – spiega la nota del San Luigi – esprime e sostiene scientificamente il pensiero “slow”, in controtendenza rispetto a tanta pratica del nostro tempo, che rende i comportamenti dei medici troppo veloci, poco attenti alle esigenze individuali, talvolta improntati al difensivismo, oltre il limite dell’accanimento diagnostico e terapeutico e spesso, più o meno consapevolmente, condizionati dagli interessi economici dell’industria farmaceutica e biomedica”. Il suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi nel febbraio scorso, è: “Troppa medicina – Un uso eccessivo può nuocere alla salute”.

22 Maggio 2017

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