Smi Sardegna. Marina Fancellu confermata segretaria regionale

Smi Sardegna. Marina Fancellu confermata segretaria regionale

Smi Sardegna. Marina Fancellu confermata segretaria regionale
"Risolvere la carenza dei medici per rispondere al bisogno di salute dei cittadini sardi” la sfida più urgente, per Fancellu. Per la medicina generale, inoltre, secondo la segretaria Smi Sardegna “alla luce della recente pandemia, con le centinaia di medici morti, tocca ripensare ad uno strumento normativo adeguato che riconosca ai medici convenzionati le tutele previste per tutti gli altri lavoratori, a partire dal riconoscimento dell’infortuno sul lavoro".

Il congresso regionale della Sardegna del Sindacato Medici Italiani (SMI) ha riconfermato Marina Fancellu segretaria regionale. “Questa nostra discussione non può che partire dai gravi problemi che la categoria  medica, sia quella convenzionata  che dirigente, ha dovuto affrontare  a causa delle debolezze del Servizio Sanitario. Una delle questioni più impellenti è quella legata alla carenza dei medici, dovuta alla mancanza di programmazione, passata e presente,  tra i pensionamenti e il fabbisogno  di nuovi medici. Stimiamo che nell’isola ci vorranno non  meno di sei anni per colmare questo deficit, con  il grosso rischio per la salute dei cittadini”, queste le parole con cui Marina Fancellu è intervenuta nel giorno della sua rielezione. 

Per Fancellu, inoltre, “alla luce della recente pandemia, con le centinaia di medici morti, tocca ripensare ad uno strumento normativo adeguato che riconosca ai medici convenzionati le tutele previste per tutti gli altri lavoratori, a partire dal riconoscimento dell’infortuno sul lavoro.  L’Inail deve ammettere che in questi mesi i medici di famiglia hanno subito veri e propri   infortuni sul lavoro a causa del contagio trasmesso dai loro pazienti. Le loro famiglie, per questo, hanno diritto ad essere indennizzate  in caso di morte dei propri congiunti”.
 
“La nostra azione sindacale – ha concluso la segretaria Smi Sardegna – sarà focalizzata, inoltre,  a ridurre il divario di genere in tutte le aree mediche  che presentano maggiori criticità,  a partire   d’ azioni che favoriscano le pari  opportunità di carriera per donne medico, la parità salariale a parità di mansioni, le politiche di gestione delle differenze di genere e la tutela della maternità, garantendo alla professione medica tutte le tutele previste per gli altri lavoratori in Italia”.

20 Giugno 2022

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