Smi: “Ssr ha bisogno di medici e del sistema pubblico per assicurare diritto alla salute”

Smi: “Ssr ha bisogno di medici e del sistema pubblico per assicurare diritto alla salute”

Smi: “Ssr ha bisogno di medici e del sistema pubblico per assicurare diritto alla salute”
Per Enzo Scafuro, appena confermato segretario regionale del sindacato, “se non si mette mano con urgenza a un rafforzamento degli organici e non s’inverte l’attuale declino delle risorse professionali, sia livello tanto ospedaliero che territoriale, nessuna manutenzione o revisione della L.R. 23/2015 avrà esiti importanti e concreti”. Per Scafuro la Lombardia deve anche "porre fine alla privatizzazione della sanità e all’esternalizzazioni dei servizi”. LA RELAZIONE

“La Regione Lombardia deve porre fine alla privatizzazione della sanità e all’esternalizzazioni dei servizi, per  predisporre, invece, risposte coerenti a  salvaguardia dei criteri di universalità, di uguaglianza, di equità  per l’assistenza medica e sanitaria a tutti i cittadini che risiedono nella region”. Ne è convinto Enzo Scafuro, segretario regionale Smi Lombardia, che in occasione del Congresso regionale del sindacato, è stato confermato segretario.

Per Scafuro anche il potenziamento degli organici è una priorità. “Se non si mette mano con urgenza a un rafforzamento degli organici e non s’inverte l’attuale declino delle risorse professionali, sia livello tanto ospedaliero che territoriale, nessuna manutenzione o revisione della L.R. 23/2015 (Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo: modifiche al Titolo I e l Titolo II della legge regionale del 30 dicembre 2009 n. 33 -Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) avrà esiti importanti e concreti”, ha detto.
 
Tra gli ostacoli da superare, anche “la proverbiale nostra disunione, la concorrenza sleale che alcuni nostri colleghi si fanno tra di loro, l’ingratitudine, pur essa proverbiale della società verso il medico, l’apatia del governo, ed una cattiva legislazione in fatto di cose sanitarie;  diceva Gaetano Strambio sulla  “Gazzetta Medica” del  1860”.
 
“Sembra – ha detto ancora Scafuro – che il tempo si sia fermato al 1860! È indubbio che i medici stiano assumendo un atteggiamento distaccato dall’azione sindacale sentendosi traditi nelle proprie aspettative non solo economiche ma anche in termini di qualità della vita. Il sindacalismo medico italiano viene attualmente marginalizzato dalle scelte di una politica sanitaria che in nome della crisi economica ascolta i sindacati non più preventivamente, ma a consuntivo! Leggi calate con disinvoltura dall’alto stanno eliminando qualsiasi spazio alla  contrattazione!”.
 
Per il segretario dello Smi Lombardia il caso “emblematico” è stato rappresentato dalla riforma sanitaria lombarda. “Contro questa riforma – ha detto – abbiamo presentato  ricorso al TAR (per due volte) davanti al Consiglio di Stato e persino ricorso amministrativo al Presidente della Repubblica. C’è da dire che anche il Ministero della Salute ha preso posizione a favore della riforma della  Regione Lombardia. Allora  nessuna formazione politica, anche di opposizione, si schierò apertamente con lo SMI. Oggi, invece, si susseguono innumerevoli convegni nei quali si esprimono  giudizi negativi sulla  riforma del SSR della Lombardia”. 
 
Venendo, invece, alle più recenti riforme previste dal PNRR, “abbiamo avuto modo di rappresentare, nel corso di audizioni, presso la Regione Lombardia le nostre proposte per le Case di Comunità,  che non possono, né devono sostituire la capillarità del servizio svolto dai singoli ambulatori dei medici di assistenza primaria”, ha detto Scafuro. “Le Case di Comunità possono essere un completamento ed un ausilio alla attività della medicina di famiglia se vengono gestite da medici di medicina generale. Risulta, per questo, grave e cruciale l’assenza di un consistente investimento sul personale sia in termini numerici che di professionalità necessarie”. 
 
Secondo i dati presentati dal sindacato, “in Lombardia tra il 2018 e il 2025 è previsto un deficit di circa 1921 medici della dirigenza ospedaliera: 510 unità di pediatria, 315 unità di anestesia e rianimazione, chirurgia generale con 159, la psichiatria con 165, la medicina dell’emergenza urgenza con 177, igiene e medicina preventiva con 127, e la medicina interna con 377 medici. Nella nostra regione 1500 medici di medicina generale su 7000 andranno in pensione nei prossimi  5 anni con decine di milioni di cittadini a rischio di assistenza primaria. Questa è la grave situazione in cui cadrà la sanità lombarda!”

23 Maggio 2022

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