Toscana. L’Intersindacale in stato di agitazione contro riforma

Toscana. L’Intersindacale in stato di agitazione contro riforma

Toscana. L’Intersindacale in stato di agitazione contro riforma
Il progetto di riforma del Servizio sanitario regionale dimostra, per i sindacati, la "palese volontà della Regione di destrutturare il sistema". Prosteste anche per la mancata applicazione dell'accordo di agosto 2014 per il riconoscimento dell'indennità di esclusività e la retribuzione di posizione dopo 5-15 anni di esperienza professionale. Sotto accusa anche i tagli che "colpiranno solo il settore delle dipendenze".

Stato di agitazione e convocazione di assemblee presso tutti gli ospedali e i presidi sanitari della Toscana contro la riforma della Sanità toscana e il mancato rispetto degli accordi siglati da parte della Regione. E' quanto proclamato dalle segreterie regionali dell'Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria per protestare contro la "palese volontà della Regione di destrutturare il sistema riducendo in modo preoccupante la centralità del medico nella gestione sanitaria". Motivo della mobilitazione anche "la mancata applicazione dell'accordo sottoscritto con l'assessorato regionale nell'agosto 2014", in particolare relativamente "al riconoscimento dell'indennità di esclusività e sulla retribuzione di posizione dopo 5-15 anni di esperienza professionale".
 
L'intersindacale medica denuncia inoltre "tagli sulla sanità" che "colpiranno solo il settore della dipendenza e non quello delle convenzioni". I tagli previsti "non toccano neanche l'Università, che invece viene gratificata. Non auspichiamo tagli per nessuno ma se ci dovranno essere non potranno colpire quel settore che assorbe meno risorse e risponde quotidianamente al bisogno acuto di cura e salute della popolazione".
 
I sindacati lamentano poi che "in molte aziende stiamo assistendo, a seguito di piani di riorganizzazione aziendale, alla scomparsa quasi completa delle Direzioni di struttura complessa, asse portante del sistema assistenziale a cui la normativa nazionale attribuisce le principali responsabilità di gestione delle risorse e del raggiungimento degli obiettivi, e alla loro trasformazione in incarichi di struttura semplice mentre la legge regionale prevede una proliferazione di Direttori di zona, di settore, di Asl, di programma, infermieristici, tecnici etc".
 
E' poi giudicata "preoccupante l’applicazione strisciante della direttiva regionale relativa agli esuberi, senza che siano state messe in campo linee di indirizzo condivise. Ogni direzione aziendale sta infatti interpretando in modo libero l’indirizzo regionale e le leggi che regolamentano tale materia in maniera puntuale".
 
L'intersindacale definisce inoltre "del tutto inadeguati i risultati di un anno di trattative che dovevano portare ad un atto politico chiaro volto all'obiettivo di garantire al vasto mondo dell'emergenza urgenza (118) il ruolo unico nella dirigenza medica. Tale condizione è pregiudiziale prima di poter affrontare qualsiasi tema organizzativo".

20 Aprile 2015

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