Toscana. Marroni: “Piccoli ospedali non verranno chiusi, ma ci sarà attenta riorganizzazione”

Toscana. Marroni: “Piccoli ospedali non verranno chiusi, ma ci sarà attenta riorganizzazione”

Toscana. Marroni: “Piccoli ospedali non verranno chiusi, ma ci sarà attenta riorganizzazione”
L'assessore regionale alla Salute ha ricordato che "quelli da chiudere sono stati già chiusi negli anni passati". E ha ricordato che "non  siamo ancora in porto, ma la tempesta è passata. Quando sono usciti gli esiti Agenas sul 2012, i nostri ospedali sono stati valutati i migliori in Italia".

In Toscana non verranno chiusi i piccoli ospedali, piuttosto verrà stimolata un’attenta e oculata attività di riorganizzazione. Lo ha garantito Luigi Marroni, assessore regionale al diritto alla salute, nel corso di un incontro a Bibbiena sui Patti territoriali, siglati lo scorso agosto.

 "In questa Regione non abbiamo mai pensato di chiudere gli ospedali piccoli. Quelli da chiudere sono stati già chiusi negli anni passati. Oggi gli ospedali sono parte di una rete: praticamente abbiamo un unico, grande ospedale toscano. Dovevamo solo stabilire il ruolo di ciascun ospedale, e lo abbiamo fatto con i Patti territoriali, che voi qui avete firmato lo scorso agosto. Per me è un impegno ormai scontato. Ora basta, quindi, parlare di chiusura. Piuttosto, parliamo di salute, di organizzazione, di personale, di opportunità di miglioramento e di crescita professionale".

L'assessore ha toccato anche il tema più ampio della sanità regionale e nazionale: "In questo ultimo anno e mezzo abbiamo corso il rischio che il nostro sistema entrasse in una spirale negativa. Con la sanità in pareggio, lo abbiamo evitato. Oggi a volte lo dimentichiamo, ma in pochi mesi abbiamo disegnato una via d'uscita e intrapreso una strada virtuosa. Io credo che ora il peggio sia alle nostre spalle. Non siamo ancora in porto, ma la tempesta è passata. Quando sono usciti gli esiti Agenas sul 2012, i nostri ospedali sono stati valutati i migliori in Italia. Noi abbiamo il minor numero di aspetti negativi e il maggiore di aspetti positivi. Anche dal punto di vista clinico siamo risultati primi".

I Patti territoriali per Valdichiana, Casentino e Valtiberina, prevedono che alle quattro Case della Salute già realizzate se ne aggiungano altre cinque nei prossimi 3 anni e che siano fortemente potenziate le cure intermedie, con un ulteriore incremento di 5 posti in Casentino e 6 in Valdichiana. Per quanto riguarda gli ospedali della Valdichiana, del Casentino e della Valtiberina, non saranno chiusi, come ha ribadito anche in questa occasione l'assessore, ma avranno ciascuno una propria specializzazione.

Entrando nello specifico della struttura di Bibbiena, ha poi garantito che “lavoreremo perché una struttura piccola non sia una piccola cosa – ha detto ancora Marroni – Quindi anche in un ospedale come questo di Bibbiena ci debbono essere le strutture e le apparecchiature adeguate. I professionisti devono essere di livello e soprattutto far parte di un network che garantisca aggiornamenti  e standard qualitativi. In Toscana c'è un movimento che dice ‘salviamo i piccoli ospedali’. Ma nessuno li vuol chiudere – ha ribadito l'assessore – Con la firma dei Patti territoriali, c'è un ulteriore sigillo sulla scelta compiuta di non chiudere".
 

26 Novembre 2013

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