Toscana. Trapianti di fegato, risultati “ottimali” anche con donatori over 90

Toscana. Trapianti di fegato, risultati “ottimali” anche con donatori over 90

Toscana. Trapianti di fegato, risultati “ottimali” anche con donatori over 90
Nel corso degli ultimi 10 anni i donatori con più di 80 anni utilizzati nel Centro toscano è passata dal 6% a circa il 30%. E l'Aou Pisana conferma che i risultati sono “ottimali” anche quando i donatori hanno più di 90 anni. Saccardi: “I grandi progressi della medicina lanciano sempre nuove sfide. Sfide che la Toscana è in grado di raccogliere”.

Il gruppo dell'Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell'Aou Pisana diretta dal professor Franco Filipponi ha recentemente pubblicato sulla rivista specializzata "Transplantation" la prima casistica mai pubblicata di trapianti di fegato utilizzando organi di donatori ultranovantenni. Si parla, quindi, “non più quindi casi isolati, estremamente selezionati, ma l'estensione alla routine clinica di quella che era una pratica considerata di ‘frontiera’”. E “l'esperienza progressivamente acquisita dal gruppo pisano ha infatti permesso di garantire risultati ottimali anche quando l'età del donatore è così avanzata”. A riferirlo è una nota della Regione Toscana diffusa in collaborazione con l’Aou Pisana.

“Nel corso degli ultimi 10 anni, seguendo un trend comune a tutto il mondo occidentale, la percentuale di donatori con più di 80 anni utilizzati nel Centro toscano è progressivamente aumentata, passando dal 6% a circa il 30%. Ma i risultati in termini di sopravvivenza sia dell'organo che del paziente sono rimasti gli stessi”, spiega la nota, ricordando che una recente analisi del Centro trapianti dell'ospedale Niguarda di Milano ha rivelato che se il progressivo aumento dell'età dei donatori dovesse continuare con i ritmi attuali, entro i prossimi 9 anni oltre la metà degli organi proverrà da donatori con più di 80 anni.

"I grandi progressi della medicina ci lanciano sempre nuove sfide – è il commento dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – Sfide che la sanità toscana è in grado di raccogliere. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile utilizzare organi di donatori molto anziani. Oggi questa è una realtà, che ci consente di rispondere con celerità sempre maggiore alle esigenze di chi è in attesa di un trapianto. Proprio pochi giorni fa con una delibera la Regione ha destinato 4 milioni proprio per ridurre i tempi di attesa per i trapianti, e tra i progetti finanziati ce n'è anche uno che riguarda i trapianti di fegato".

"La nuova sfida – dichiara il dottor Davide Ghinolfi, dello staff che esegue i trapianti – sarà di garantire risultati ottimali utilizzando organi sempre più anziani in riceventi sempre più gravi e con sempre maggiori pluripatologie compresenti. È fondamentale comprendere i criteri corretti di selezione di questi organi e come allocarli correttamente ai riceventi più adeguati. Inoltre – conclude – dobbiamo raccogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie come l'utilizzo delle macchine da perfusione per la conservazione degli organi".

È recente la notizia dell'utilizzo, proprio nel centro dell'Aoup, primi in Italia, della macchina da perfusione normotermica in cui il fegato viene conservato perfettamente perfuso a 37°C prima del trapianto invece dell'usuale conservazione in ghiaccio a 0°C. “Anche questa innovazione dovrebbe tradursi in un ulteriore miglioramento dei risultati, soprattutto nella gestione di organi molto anziani”.

La nota riferisce poi di una recente indagine della Regione Toscana che ha analizzato tutti i decessi che avvengono nelle strutture sanitarie regionali entro le 72 ore dall'ingresso, a causa di gravi lesioni cerebrali acute. “Si è evidenziato come circa i due terzi di questi soggetti, che potrebbero diventare potenziali donatori, non muoiano in una terapia intensiva e non siano pertanto avviati ad un percorso di donazione. La corretta valutazione di tutti i potenziali donatori, senza preclusioni dovute all'età, potrebbe aumentare in maniera determinante il numero degli organi disponibili e contribuire in maniera significativa a risolvere il problema delle liste d'attesa”.

13 Giugno 2016

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