Trapianti Midollo. Ao Alessandria, 70 interventi in un anno

Trapianti Midollo. Ao Alessandria, 70 interventi in un anno

Trapianti Midollo. Ao Alessandria, 70 interventi in un anno
L’Azienda fa il punto sull’attività trapiantologica che, nonostante il periodo della pandemia, si è confermata intensa, con 34 trapianti autologi e 36 trapianti allogenici, esattamente lo stesso numero dell’anno precedente (2019). “Grazie ad una eccezionale cooperazione fra Registro donatori Midollo, il nostro Centro Trapianto/Trasfusionale e la disponibilità di associazioni volontarie di corrieri, siamo riusciti a far fronte alla chiusura dei confini”.

“L’Unità Trapianti Midollo dell’Ospedale di Alessandria, che nel 2020 ha superato la soglia ragguardevole di 1000  trapianti effettuati, nel periodo febbraio 2020- febbraio 2021, ha portato termine 70 trapianti di midollo, così suddivisi: 34 trapianti autologi e 36 trapianti allogenici, esattamente lo stesso numero dell’anno precedente (2019); questo dato è ancora più sorprendente se pensiamo che una parte degli operatori della Divisione di Ematologia o del Centro Trasfusionale, che normalmente sono coinvolti nel programma Trapianti, in quel periodo sono stati destinati all’emergenza Covid”. A presentare i dati è Francesco Zallio, responsabile dell’Ematologia, che ricorda l’ottimo risultato raggiunto dall’Azienda Ospedaliera di Alessandria, che in una nota diramata dall’Ao fa il punto sull’attività durante i mesi difficili del Covid.

“Anche in Italia, durante la fase acuta della pandemia, i trapianti di cellule staminali sono proseguiti regolarmente, pur con notevoli difficoltà logistiche. Ogni anno, nel nostro Paese, vengono effettuati circa 1.800 trapianti allogenici. Nel periodo di maggior emergenza, cioè da febbraio 2020 a febbraio 2021, in Italia la riduzione del numero trapianti di midollo è stata nettamente contenuta, in quanto è stata inferiore al 10%, mentre un recente studio EBMT ha mostrato che circa il 30% dei centri europei ha dovuto sospendere/ridurre i trapianti di midollo”, spiega l’Azienda ospedaliera.

“Malgrado – evidenzia Zallio – le enormi difficoltà nel trasporto delle cellule staminali emopoietiche donate da non familiare, grazie ad una eccezionale cooperazione fra Registro donatori Midollo, il nostro Centro Trapianto/Trasfusionale e la disponibilità di associazioni volontarie di corrieri, siamo riusciti a far fronte alla chiusura dei confini e alla soppressione della quasi totalità dei collegamenti aerei e a garantire comunque la possibilità di trapianto ai nostri pazienti. Tale sforzo coordinato ha permesso ha permesso al nostro gruppo di proseguire a lavorare a pieno regime. Un ruolo importante in questo successo spetta alla Direzione Generale e Professioni Sanitarie che nella pianificazione della riorganizzazione ospedaliera hanno contribuito in maniera determinante a preservare e rendere possibile la prosecuzione di questa attività salvavita”.

Ma quali connessioni tra trapianto e Covid? Spiega Zallio: “Il trapianto di midollo rappresenta un fattore di rischio molto importante in caso di contagio da Covid. Uno studio italiano, promosso dal GITMO e in sottomissione alla rivista Bone Marrow Transplantation ha evidenziato un alto tasso di mortalità, pari al 40%, nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo e ospedalizzati per malattia da Sars-Cov-2. Per questo motivo sin dall’inizio dell’epidemia, al fine di garantire la massima continuità di cura ai pazienti trapiantati, sono state elaborate da parte della Società Italiana Trapianti midollo (GITMO)  linee guida sia di comportamento che organizzative volte ad offrire la massima tutela a questa tipologia di pazienti; questo ovviamente ha significato un ulteriore isolamento fisico dei pazienti trapiantati, in quanto in questo periodo è stato drasticamente ridotto il numero di visite da parte dei famigliari ai pazienti ricoverati ed il numero di accompagnatori durante le visite ambulatoriali".
 
Per ovviare a questo ostacolo, spiega il responsabile dell’Ematologia, "è intervenuto il personale infermieristico, compresi anche gli operatori socio assistenziali, di Ematologia, che grazie ad uno sforzo fondamentale, oltre alla gestione infermieristica quotidiana ha dovuto fungere come una sorta di caregiver per i pazienti. Inoltre, oltre a queste misure di prevenzione già molto restrittive ci siamo adoperati per iniziare in maniera tempestiva  una campagna di vaccinazione mirata a queste categorie a rischio, che sono per definizione considerate fragili. Il successo è stato notevole in quanto con queste misure siamo riusciti a contenere e a limitare in maniera significativa i rischi di contagio dei pazienti sottoposti a trapianto”.

Un vantaggio per i pazienti, ma anche un riconoscimento della professionalità della struttura: "L’expertise raggiunta dal team di operatori che si occupa di trapianti di midollo – ricorda Zallio – ha permesso di ottenere recentemente l’accreditamento dall’Agenzia italiana del farmaco a somministrare una terapia cellulare ancora più innovativa, rappresentata dalle CAR-T. La terapia con le cellule CAR-T è una forma di immunoterapia, che utilizza le cellule del sistema immunitario (linfociti T) che vengono prelevate al paziente, ingegnerizzate in laboratorio e addestrate a riconoscere e combattere con più forza il tumore, per essere poi reinfuse nel paziente. Sono indicate nel trattamento dei linfomi avanzati e aggressivi negli adulti e della leucemia linfoblastica acuta nei bambini. Inoltre, sono in corso sperimentazioni in altre patologie come il mieloma multiplo”.

La terapia CAR-T, ricorda l’Azienda ospedaliera, “attualmente è eseguibile solo in ospedali dotati di unità di trapianto di midollo osseo. Infatti le due attività coincidono, in quanto i requisiti organizzativi e strutturali previsti dalle direttive europee sono sovrapponibili. Per tutte queste caratteristiche l’Ematologia è unità di ricerca dedicata alla Fase I nel percorso verso l’Irccs in corso di predisposizione da parte del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione diretto da Antonio Maconi. La fase I è una tappa della attività di sperimentazione clinica, che vede l’inizio della sperimentazione del principio attivo sull’uomo che ha lo scopo di fornire una prima valutazione della sicurezza e tollerabilità del medicinale-. Si tratta di studi – come indicato sul sito dell’AIFA – sono condotti in pochi centri selezionati su un numero limitato di volontari sani per i quali è documentata l’assenza la non predisposizione a malattie”.

L'obiettivo principale è la valutazione dei potenziali effetti collaterali che possono essere attesi, in base ai risultati delle precedenti sperimentazioni sugli animali e la valutazione della modalità di azione e distribuzione del farmaco nell’organismo. “Questo successo – conclude con soddisfazione Zallio – rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio per il Centro trapianti, per i servizi che afferiscono e per l’intera Azienda Ospedaliera”.

09 Aprile 2021

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...