Trapianti. Prelievo di cornee nella notte all’ospedale di Vasto

Trapianti. Prelievo di cornee nella notte all’ospedale di Vasto

Trapianti. Prelievo di cornee nella notte all’ospedale di Vasto
Gli organi sono stati trasferiti alla Banca degli occhi dell’Aquila. Il donatore è un paziente di 60 anni che aveva ricevuto una diagnosi di tumore al cervello appena una settimana fa. Dato il rapido decorso della malattia non è stato possibile donare altri organi poiché non era stato ancora possibile tipizzare le cellule cancerose né valutare l’integrità di fegato e reni.
 

Questa notte all’ospedale di Vasto è stato eseguito un prelievo di cornee da un paziente deceduto nel reparto di Neurologia.

Il donatore è un uomo che avrebbe compiuto 60 anni fra tre giorni: una settimana fa, accusando alcuni disturbi era stato ricoverato in Neurologia, dove gli era stato diagnosticato un tumore al cervello.

Era previsto un suo trasferimento a Pescara per un’operazione, ma  è stato colpito da un’emorragia cerebrale e le sue condizioni sono precipitate fino alla constatazione della morte cerebrale. I familiari hanno espresso la volontà di donare gli organi, che lo stesso loro congiunto aveva espresso più volte.

Tuttavia, a causa del tumore, non è stato possibile procedere al prelievo degli altri organi: tanto rapido è stato il decorso della patologia che non era stato ancora possibile tipizzare le cellule cancerose né valutare l’integrità di fegato e reni.

Gli unici organi “utili” per la donazione erano le cornee, che sono state prelevate nella notte, un’ora dopo il decesso. L’intervento è stato eseguito dal coordinatore dei trapianti della struttura abruzzese Antonino D’Ercole. Le cornee sono state trasferite alla Banca degli occhi dell’Aquila.

“Un ringraziamento doveroso va alla famiglia – ha tenuto a sottolineare il medico – per l’estremo atto di generosità compiuto in un momento drammatico, con la malattia e la perdita del congiunto che si sono accavallate nel giro di pochissimi giorni, generando dolore e smarrimento. Va a loro merito l’aver voluto onorare la volontà di donazione del famigliare in circostanze nelle quali resta difficile conservare lucidità e pensare alle vite degli altri”.
 

21 Febbraio 2018

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