Trento: scoppia la polemica sul piano di riduzione dei distretti sanitari

Trento: scoppia la polemica sul piano di riduzione dei distretti sanitari

Trento: scoppia la polemica sul piano di riduzione dei distretti sanitari
A seguito della proposta dell’assessore alla sanità trentina, Ugo Rossi, di ridurre da 13 a 4 i distretti sanitari, pubblicata sul sito www.trentinosalute.it lo scorso 3 febbraio, si sono scatenate le polemiche per il mancato coinvolgimento da parte delle associazione sindacali di categoria, dell’opposizione, ma anche da parte degli stessi membri della maggioranza in consiglio provinciale.

È bagarre a Trento per la proposta di un piano di riduzione dei distretti sanitari avanzata nei giorni scorsi dall’assessore alla Salute Ugo Rossi. In base alla riforma introdotta con la legge provinciale 16/2010, da parte del Dipartimento Politiche sanitarie della Provincia è stata elaborata una proposta per l'individuazione dei nuovi distretti sanitari che prevede una riduzione degli stessi da sedici a quattro: Ovest (Cembra, Valle di Non, Valle di Sole, Rotaliana, Paganella); Centro nord (Valle dell'Adige, Valle dei Laghi), Centro sud (Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina, Altopiano Folgaria) ed Est (Valle di Fiemme, Primiero, Bassa Valsugana, Alta Valsugana, Valle di Fassa).
La proposta avanzata da Rossi è riuscita in un sol colpo a fare arrabbiare non solo i sindacati della sanità e i consiglieri dell’ opposizione, ma anche quelli della stessa maggioranza che non hanno gradito di aver dovuto leggere sul quotidiano “Adige” il progetto del quale erano totalmente ignari. Il capogruppo dell’Unione per il Trentino, Giorgio Lunelli, come riportato dal giornale locale, ha definito la proposta “un fulmine a ciel sereno”. Secondo il consigliere provinciale per una proposta di questo genere risulta necessaria una valutazione di tipo politico condivisa, “cosa che Rossi non ha mai fatto”. Dello stesso parere anche il presidente della quarta commissione competenze in materia di sanità, Mattia Civico (Pd), “questo metodo non porta lontano”. Più preoccupato dal contenuto del progetto, piuttosto che del metodo utilizzato da Rossi, il capogruppo del Pdl in consiglio provinciale, Walter Viola, si chiede “quali sono i vantaggi per i cittadini nel vedersi ridurre a quattro il numero dei distretti sanitari?”.
Intanto i sindacati sono sul piede di guerra, preoccupati in particolar modo dai problemi di tipo organizzativo ai quali potrebbero incorrere i medici di guardia. Il coordinatore della Cisl medici convenzionati, Nicola Paoli, ha nel merito sollevato una questione sul fatto che “nella proposta di riorganizzazione si parla di 245 medici di guardia, mentre oggi la realtà trentina conta solo 130 guardie mediche delle quali 70 precarie”. “Con questi numeri – ha osservato Paoli – come si pensa di garantire la reperibilità su quattro distretti?”.

Da parte sua l’assessore Rossi non si scompone e definisce le critiche che continuano a piovergli addosso “polemiche senza sugo”. “Ho già avuto 8 incontri nelle Comunità di valle dove sono stati invitati tutti i sindaci – ha spiegato l’assessore – quindi non è vero che abbiamo tenuto nascosto il piano, che tra l’altro è stato reso pubblico sul sito www.trentinosalute.it”. Rossi ha concluso dicendo che ci sarà tutto il tempo per confrontarsi sulla proposta con le varie categorie interessate, e che l’importante è al momento far capire ai cittadini che “per loro non cambierà nulla e non verranno meno i servizi”.
 

08 Febbraio 2011

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