Trivulzio: Anaao e Fp Cgil chiedono un incontro urgente a Comune e Regione

Trivulzio: Anaao e Fp Cgil chiedono un incontro urgente a Comune e Regione

Trivulzio: Anaao e Fp Cgil chiedono un incontro urgente a Comune e Regione
La struttura vive da tempo una situazione di criticità, ma i sindacati contestano anche un clima di lavoro insostenibile: “Il procedimento disciplinare è stato usato, anche prima del Covid, per ridurre al silenzio medici non ossequiosi, instaurando un regime di terrore”. I sindacati chiedono a Comune e Regione di essere auditi il prima possibile: “Il Pio Albergo Trivulzio va salvato con un deciso cambio di rotta”. I DATI SUI PROCEDIMENTI

Le condizioni in cui si trova il Pio Albergo Trivulzio sono critiche. In questo contesto il personale sanitario è costretto anche a subire atteggiamenti intimidatori e procedimenti disciplinari per garantire il silenzio. Per Anaao Assomed, Fp Cgil Milano e Fp Cgil medici e dirigenti Ssn serve un cambio di rotta. A questo scopo chiedono un incontro urgente con Comune e Regione.

“Pochi giorni fa – spiegano in una nota – i sindacati dei medici del Pio Albergo Trivulzio, Anaao Assomed, FP Cgil Milano e Fp Cgil medici e dirigenti Ssn hanno incontrato la direzione, che ha mostrato i dati ufficiali relativi alle dimissioni e ai procedimenti disciplinari dal 2019 al 2022, quindi dal giorno dell’insediamento dell’attuale Direttore Generale Giuseppe Calicchio. “I dati che erano stati diffusi da Anaao attraverso gli articoli di stampa delle scorse settimane sono stati pienamente confermati dalla delegazione aziendale (vedi dati allegati). Numeri impressionanti, senza alcun eguale in Lombardia, che confermano come il procedimento disciplinare sia stato usato in questi anni, anche prima del COVID, per ridurre al silenzio medici non ossequiosi e liberi nelle proprie idee professionali, costringendoli in diversi casi alle dimissioni e instaurando un regime di terrore”.

Alcuni numeri: “Dal 2019 al 2022, 15 medici, un quarto del totale, ha subìto almeno un procedimento disciplinare. Il totale dei procedimenti attivati è il doppio, perché alcuni sono stati raggiunti da più di un provvedimento, con un record di 4 in un solo anno”, spiegano i sindacati.

“È evidente l’intento persecutorio, – affermano Stefano Magnone, segretario regionale di Anaao Assomed Lombardia, e Sergio De Chiara, coordinatore Territoriale Milano Fp Cgil Medici e Dir. SSN, a commento dei dati – anche perché i segnalanti erano quasi sempre le stesse persone. I dati in nostro possesso, riguardanti i procedimenti disciplinari delle altre realtà sanitarie pubbliche lombarde, confermano il clima di pesante intimidazione presente al Pio Albergo Trivulzio. La più grande ASST regionale, gli Spedali Civili di Brescia, ha visto, nello stesso arco temporale, una ventina di procedimenti. Se il trend dei disciplinari fosse stato lo stesso a Brescia, in rapporto al numero dei dipendenti, se ne sarebbero dovuti tenere 250! Le motivazioni addotte per attivare i procedimenti disciplinari sono spesso ridicole e frutto di una precisa impostazione aziendale”.

All’uso “strumentale e pervasivo dei disciplinari”, si aggiunge poi il tema delle dimissioni di massa dei medici. “In questi anni il numero dei medici è costantemente diminuito e il ritmo delle assunzioni non tiene il passo: il PAT si è impoverito così di professionalità esperte (taluni ricoprivano anche ruoli organizzativi in azienda), ma anche di giovani neoassunti, che recentemente hanno rassegnato le dimissioni già nel corso del periodo di prova”, spiegano i sindacati. “Le dimissioni volontarie – proseguono Magnone e De Chiara – hanno riguardato in questi anni almeno 20 colleghi assunti a tempo indeterminato, quasi un terzo dei medici dipendenti presenti in organico a inizio 2019. Suona quindi un po’ onirica la ricostruzione di un clima idilliaco come letto recentemente su qualche giornale”.

A dare le dimissioni non sono solo i medici ma anche OSS, infermieri, assistenti sociali e, ultimamente, il personale amministrativo, “quest’ultimo a causa delle note vicende relative ai bilanci in rosso (il risultato operativo del quinquennio, facendo fede al documento di budget 2023, è di un deficit stimato di oltre 57 milioni di euro, di cui circa 20 milioni previsti per il 2023) e alla vendita per far cassa dei gioielli immobiliari, con le relative proteste degli inquilini. In questo contesto suscitano allarme le dimissioni del membro del Consiglio di Indirizzo di nomina regionale e non si comprende bene quale sia, in merito, la posizione dei membri di nomina comunale”.

“Chiediamo a Comune e Regione, – chiosa Magnone – cui verrà inviata questa nostra comunicazione, di essere auditi il prima possibile: il Pio Albergo Trivulzio, storica istituzione milanese, va salvato con un intervento immediato e un deciso cambio di rotta”.

05 Maggio 2023

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