Tumori al seno, Proteus Donna e Asl NO in prima linea per la diagnosi precoce

Tumori al seno, Proteus Donna e Asl NO in prima linea per la diagnosi precoce

Tumori al seno, Proteus Donna e Asl NO in prima linea per la diagnosi precoce
Il progetto rientra nell’ambito del programma di screening “Prevenzione Serena” ed è rivolto alle donne tra i 46 e i 68 anni di età, invitate tramite lettera. L’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale (3D) con quelli a 2D.

Ha preso il via, nell’Asl di Novara, all’Ospedale di Borgomanero, il progetto di ricerca “Proteus Donna”, finalizzato al miglioramento della diagnosi precoce del tumore della mammella. “Questo studio – spiega la Asl in una nota -, attivato in alcuni paesi del nord Europa (tra i quali Svezia e Gran Bretagna) vede il Piemonte come la prima Regione italiana ad averlo avviato, al momento in tre centri tra cui proprio l’Asl di Novara”. Avrà una durata di tre anni con  l’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale (3D) con quelli a 2D.

“La mammografia 2D – spiega l Asl – oggi consente di effettuare una diagnosi precoce finalizzata a diminuire l’incidenza del tumore in stadio avanzato fino al 20-30% e a ridurre la mortalità in età compresa tra i 50 e i 69 anni.  La criticità degli esami in 2D si manifesta  in termini di sensibilità e specificità determinati, in prevalenza, dalla sovrapposizione dei tessuti del seno e dall’effetto mascherante dovuto alla densità degli stessi, che in alcuni casi può essere elevata.  La mammografia 3D, è un’indagine tecnicamente simile alla normale mammografia, ma in grado di acquisire immagini a più strati e di ottenere così ricostruzioni in tre dimensioni”.
 
Il  progetto “Proteus Donna” è stato promosso dalla Regione Piemonte, da IM3D, azienda torinese leader nella diagnostica per immagini, e dalla Fondazione Edo ed Elvo Tempia e sarà condotto sotto la responsabilità scientifica del Centro di Prevenzione Oncologica di Torino. Lo studio clinico si avvale della partnership di professionisti dell’Università degli Studi di Torino e del CSI Piemonte.

Il sistema informatico di “Proteus Donna” scegliw quali donne inviare alla 2D o alla 3D; l’adesione è volontaria, chi non volesse o potesse effettuare la 3D verrà sottoposta a mammografia digitale 2D. Sono escluse dallo studio le donne con storia personale di carcinoma mammario e/o altre malattie oncologiche in cura, malattie invalidanti gravi o terminali, le portatrici di protesi mammarie o incapaci di esprimere un consenso informato.

L’obiettivo dell’intero studio è quello di “confrontare le performance diagnostiche della mammografia 3D con quelle della mammografia tradizionale dal punto di vista clinico, della prevenzione e sotto il profilo tecnico-organizzativo”.
 
Il progetto è stato già avviato al Centro di Prevenzione Oncologica e all’Ospedale Sant’Anna di Torino, all’Asl di Biella e all’Asl VCO.

Nel progetto sono coinvolti le Strutture di Radiodiagnostica di Arona e Borgomanero  a cui sono stati affidati due mammografi digitali, e l’Uvos [Unità Valutazione Organizzazione Screening] dell’Asl NO.

“Con il progetto Proteus Donna – commenta Pietro Presti, Direttore Generale della Fondazione Tempia – l'Asl di Novara porterà un contributo fondamentale allo screeening mammografico, sia in termini di digitalizzazione sia in termini di metodica sperimentale quale è la Tomosintesi, mammografia 3D”.

“La Fondazione Edo ed Elvo Tempia, già punto di rifermento per il non profit oncologico nel Piemonte Nord-orientale, è particolarmente fiera di poter contribuire in questo importante progetto per le sedi di Borgomanero e Arona, auspicando una piena partecipazione da parte delle donne che saranno invitate alla sperimentazione. Progetti di questo genere – sottolinea Adriano Giacoletto, Direttore Generale dell’Asl NO –   sono la dimostrazione  tangibile del valore della collaborazione tra le  Istituzioni e il Mondo del Sociale che si concretizzano in azioni di miglioramento della qualità e dell’efficienza del servizio sanitario per garantire risposte ai bisogni di salute della popolazione, e rappresentano anche un valido  strumento per contrastare la mortalità di una patologia oncologia  diffusa nell’universo femminile”.

Per maggiori informazioni sul progetto è possibile consultare il sito internet www.proteusdonna.it.

22 Giugno 2016

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