Urologia. Conclusa all’Asl di Biella la prima fase del percorso formativo dedicato ai medici di famiglia

Urologia. Conclusa all’Asl di Biella la prima fase del percorso formativo dedicato ai medici di famiglia

Urologia. Conclusa all’Asl di Biella la prima fase del percorso formativo dedicato ai medici di famiglia
“È spesso il medico di medicina generale a dover gestire pazienti affetti da patologie alla prostata“. Da qui l’idea di promuovere i corsi. Per la Asl è “il segnale di una realtà, l’urologia, che punta ad aprirsi sempre più al territorio, favorendo collaborazioni che alimentano appropriatezza e spesso determinano una maggiore celerità nella diagnosi”.

Si è conclusa la prima fase di incontri formativi promossi dall’urologia dell’Asl di Biella, dedicati ai medici di medicina generale del territorio biellese. Un percorso iniziato con un primo appuntamento l’1 ottobre e che ha visto il secondo step il 5 novembre scorso. Un mese durante il quale alla teoria è stata applicata anche la pratica con un affiancamento quotidiano proseguito all’interno degli ambulatori urologici ospedalieri.   

“È spesso il medico di medicina generale, infatti, a dover gestire pazienti affetti da patologie alla prostata, di natura benigna o maligna. Da qui l’idea di promuovere corsi per aggiornare gli specialisti del territorio”, spiega la Asl. Tra i temi affrontati le ultime novità sull’interpretazione del PSA (antigene prostatico specifico) e sul trattamento medico o chirurgico in caso di ipertrofia prostatica benigna. Uno spazio specifico è stato dedicato anche alla diagnosi radiologica e alle possibilità offerte dalla chirurgia mini invasiva.

Un’urologia quella dell’ospedale di Biella, diretta dal dott. Stefano Zaramella, che sta crescendo e che da alcuni mesi è supportata anche da nuovi medici; è stata attivata anche una collaborazione con l’Università di Genova.  

Per la Asl “questa iniziativa culturale e scientifica – la prima di tante – è il segnale di una realtà, l’urologia, che punta ad aprirsi sempre più al territorio, favorendo la collaborazione con i medici che sul territorio ogni giorno si confrontano con pazienti colpiti da patologie della prostata. Sinergie importanti che alimentano appropriatezza e spesso determinano una maggiore celerità nella diagnosi”.

16 Novembre 2016

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