Vaccini Covid. Istituto Tumori Milano, il 50% dei pazienti vaccinato in due settimane

Vaccini Covid. Istituto Tumori Milano, il 50% dei pazienti vaccinato in due settimane

Vaccini Covid. Istituto Tumori Milano, il 50% dei pazienti vaccinato in due settimane
Hanno già ricevuto la prima dose 2086 pazienti onco-ematologici sui 5000 inseriti nelle liste vaccinali, con una media di 120-150 al giorno. La campagna vaccinale dell’INT partecipa a un vasto studio, che coinvolge i 12 Irccs nazionali, per valutare nei pazienti fragili la risposta immunologica, anticorpale e cellulare al vaccino. Con gli stessi obiettivi, in INT hanno appena preso il via due studi focalizzati sui pazienti fragili oncologici con tumori solidi ed ematologici.

Due settimane per vaccinare 2.086 dei 5.000 pazienti onco-ematologici: sono questi i primi numeri della robusta campagna di vaccinazione anti-Covid dei pazienti oncologici messa in moto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Iniziato lo scorso 25 marzo, il programma vaccinale procede in modo spedito per completare il ciclo delle prime somministrazioni e, a partire dal 22 aprile, si comincerà con il richiamo della seconda dose.

“I nostri oncologi hanno compiuto enormi sforzi per esaminare tutte le cartelle cliniche in tempi brevissimi, identificare il momento giusto per la vaccinazione di ogni paziente e iniziare subito con la somministrazione dei vaccini”, commenta Marco Votta, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Se abbiamo dunque somministrato la prima dose a circa il 50% dei nostri pazienti, lo dobbiamo all’impegno del personale medico e sanitario di INT, a riprova del fatto che nel nostro Istituto al primo posto c’è sempre il paziente e la tutela della sua salute”.

“Nell’arco di pochissimi giorni abbiamo creato le liste vaccinali, con uno sforzo immane da parte di tutti i diversi reparti di cura, della Farmacia e degli ambulatori”, sottolinea Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica ed Ematologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “La nostra priorità ora è vaccinare i nostri pazienti in tempi rapidi e ci stiamo riuscendo, con una media di 120-150 al giorno. Nella scelta, ci siamo basati sulle raccomandazioni del Ministero della Salute e abbiamo tenuto conto delle considerazioni espresse in merito dai più importanti Centri internazionali come il Memorial Sloan Kettering di New York”.  

I criteri di scelta prevedono diverse situazioni: malattia oncologica appena diagnosticata, terapia con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi, in corso oppure conclusi al massimo entro i sei mesi, trapiantati o in lista di attesa e infine, per quanto riguarda in particolare i pazienti onco-ematologici, in trattamento con le CAR-T cells. Tra i pazienti vaccinati, non si sono verificate reazioni serie attribuibili al vaccino inoculato.

“Seguiamo dei criteri molto rigidi”, sottolinea de Braud. “Se all’anamnesi emerge un rischio di allergia e riteniamo che sia necessario un approfondimento, ci affidiamo al Dipartimento di Allergologia dell’Ospedale Niguarda di Milano, diretto dalla Prof.ssa Pastorello. Inoltre, cerchiamo sempre di vaccinare i nostri pazienti in un momento in cui non hanno il nadir dei globuli bianchi”.

La campagna vaccinale prevede anche la vaccinazione di caregiver e familiari, se conviventi e al massimo due per ogni paziente. I nominativi sono stati segnalati all’ATS e riceveranno il vaccino in uno dei Centri lombardi. L’obiettivo è di alzare un vero e proprio muro al fine di difendere il paziente.

La vaccinazione dei pazienti oncologici fa parte delle priorità identificate dal Ministero della Salute. Dati alla mano, hanno un rischio fino a 3,5 volte maggiore rispetto alla popolazione sana di ammalarsi di Covid e di sviluppare forme più severe.

“Gli studi che hanno portato all’autorizzazione dei diversi vaccini non hanno inserito popolazioni di pazienti fragili” – interviene Giovanni Apolone, Direttore Scientifico INT – “Per questo, sta per prendere il via un ampio studio che coinvolge i 12 IRCCS italiani, tra cui l’Istituto Spallanzani di Roma con il supporto del Ministero della Salute, che ha come obiettivo proprio quello di valutare le risposte immunologica, anticorpale e cellulare non solo dei malati oncologici, ma di alcune altre  categorie di pazienti fragili, come i pazienti con malattie immunologiche e neurologiche ad esempio. INT è uno dei tre Centri capofila di questa ricerca, insieme all’Istituto Humanitas di Milano e all’IRCCS di Reggio Emilia. In parallelo, abbiamo attivato come INT due ulteriori studi paralleli, sempre con l’obiettivo di monitorare le risposte anticorpali nei nostri malati vaccinati”.

L’Istituto nazionale dei Tumori di Milano è inoltre attivo anche sul fronte delle vaccinazioni per la cittadinanza non oncologica, supportando la campagna vaccinale per gli over 80 sul territorio. Ad oggi, nel Centro allestito ad hoc insieme all’Istituto Neurologico C. Besta, INT ha contribuito alla vaccinazione di 10.400 over 80, mentre all’interno dell’Istituto sono stati vaccinati 1.600 professionisti di altri Albi e 300 persone disabili.

16 Aprile 2021

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