Vaccini, oltre l’influenza nel mirino c’è lo Pneumococco

Vaccini, oltre l’influenza nel mirino c’è lo Pneumococco

Vaccini, oltre l’influenza nel mirino c’è lo Pneumococco
Parte in Campania la campagna vaccinale antinfluenzale della stagione 2019-2020: il ritiro dei vaccini da parte dei medici di famiglia è scattato in tutti i distretti. La novità di quest’anno è che insieme all’antinfluenzale saranno consegnate anche alcune decine di fiale della vaccinazione contro lo pneumococco che in Campania sconta, a differenza dell’antinfluenzale, un grave ritardo di copertura

La Regione Campania affila le armi non solo contro il virus influenzale ma anche contro lo pneumococco. Se per il primo infatti si parte dalla consapevolezza di aver raggiunto lo scorso anno ottimi risultati, con una misura che supera di poco il 60% di copertura negli over 65 (60,34 per la precisione e dunque centrando l’obiettivo dei Lea), per lo pneumococco il ritardo, rispetto agli obiettivi inseriti nei Livelli essenziali di assistenza, è netto in quanto attestato su valori del 5-10% per i nati nel 1954 a cui dovrà essere somministrato il vaccino 23valente.  
 
Sfide complesse per i medici che spingono i camici bianchi a parlarsi e confrontarsi sulle buone pratiche in vista degli obiettivi di quest’anno in cui l’asticella dell’obiettivo nel mirino per gli ultra 65 enni è fissato al 75% delle coorti del 1954. Nei giorni scorsi a Santa Maria dei Goti Pina Tommasielli, responsabile della struttura commissariale regionale per la medicina e responsabile campana del consorzio nazionale della cooperative mediche insieme a Gennaro Volpe manager della Asl di Benevento e responsabile nazionale della Confederazione dei direttori di distretto si sono seduti attorno a un tavolo con Federico Iannicelli, segretario regionale della Fimmg, il maggior sindacato di categoria, direttori di distretto di altre Asl e medici di famiglia. Presente anche Pietro Buono responsabile del centro vaccinale regionale.
 
“La popolazione di ultra 65enni in Campania supera il milione – dice Tommasielli – dunque bisognerà praticare, entro fine novembre, al massimo dicembre, circa 800 mila vaccinazioni. Facendo crescere anche la copertura di quelle contro lo pneumococco che tra l’altro provoca molte polmoniti labari e anche una certa quota di meningiti in alcuni casi letali Il nodo da sciogliere – conclude Tommasielli – è rendere strette e collegabili le maglie delle piattaforme informatiche”.
 
Le cooperative dei medici sono già attrezzate a questo scopo in quanto hanno già infermieri e fanno turni vantaggiosi. L’essere aiutati nella campagna vaccinale consente di procedere velocemente, nel giro di un mese e e mezzo alla apertura del target fissato. L’inserimento di infermiere e collaboratore di studio sono gli obiettivi nel mirino dell’accordo regionale per la medicina di famiglia che ai 6 milioni del costo storio aggiungerebbe 3 milioni per qualificare con queste altre figure l’attività assistenziale di prossimità. Intanto è stato stabilito anche che ogni medico percepisca 7 euro per ogni vaccinazione praticata anche nell’ambito degli screening contro i tumori. 
 
E stamattina l’incontro è su scala interregionale con appuntamento e Napoli dei medici della Fimmg e della Simg che giungono da tutto il Sud compresa la Sicilia. Tra i relatori Maria Triassi ordinario di igiene e medicina preventiva della Federico II che guida l’osservatorio regionale sui vaccini. “La Campania avverte Triassi – ha fatto notevoli passi avanti nelle coperture vaccinali ma deve ancora perfezionare i meccanismi di reclutamento e di richiami della popolazione non vaccinata. Una riorganizzazione che sta andando avanti anche sul fronte delle vaccinazioni obbligatorie e consigliere dell’infanzia che si giova dell’anagrafe vaccinale ormai completata”. 
 
 
La vaccinazione contro lo pneumococco, pur essendo oggi inserita tra le obbligatorie (nell’esavalente da praticare entro il primo anno di vita) fa registrare buchi preoccupanti nella popolazione adulta campana e picchi epidemici proprio nella popolazione anziana più esposta. Il bacillo pur non essendo contagioso è annidato in maniera silente lungo le vie aeree superiori di adulti e bambini e quando le difese simmunitarie si abbassano la gola duole per l’infiammazione dovuta ad altri virus da opportunista può farsi strada provocando gravi infezioni ai polmoni e alle meningi. Tant’è che la maggior parte dei malati che giungono in pronto soccorso ogni anno con tipiche polmoniti lobari sono affetti dallo pneumococco. Lo stesso agente infettivo provoca ogni anno, inoltre, diverse decine di casi di meningiti che scontano una mortalità (circa il 30, 40%) superiore a quella delle meningiti dal temuto e contagioso meningococco.
 
Mobilitati nella campagna vaccinale non ci sono i centri vaccinale dei distretti e i medici di famiglia, ma anche i pediatri, i dipartimenti di prevenzione e le farmacie del territorio già coinvolte nelle campagne di comunicazione e sensibilizzazione del cittadino. Di suo la Regione ha messo sul piatto l’anagrafe vaccinale regionale e la semplificazione delle procedure informatiche della Piattaforma GEVA (Gestione Vaccini).
 
Ettore Mautone

Ettore Mautone

08 Novembre 2019

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