Veneto. Autismo: anagrafe dei servizi, tavolo di monitoraggio e lavoro di rete. Ecco cosa fa la Regione

Veneto. Autismo: anagrafe dei servizi, tavolo di monitoraggio e lavoro di rete. Ecco cosa fa la Regione

Veneto. Autismo: anagrafe dei servizi, tavolo di monitoraggio e lavoro di rete. Ecco cosa fa la Regione
“C’è un grande lavoro di sensibilizzazione e di ascolto da fare con le famiglie, gli esperti, i medici, gli operatori sociali, gli insegnanti, il mondo del volontariato. Perché l’autismo è una sfida ancora in parte misteriosa e va affrontata con lavoro di squadra e risposte flessibili". Così l'assessore al sociale, Manuela Lanzarin, ha testimoniato l'attenzione della Regione verso le persone affette da disturbi dello spettro autistico.

“C’è un grande lavoro di sensibilizzazione e di ascolto da fare con le famiglie, gli esperti, i medici, gli operatori sociali, gli insegnanti, il mondo del volontariato. Perché l’autismo è una sfida ancora in parte misteriosa, ma sempre più presente nella nostra popolazione, e va affrontata con lavoro di squadra e risposte flessibili. I dati statistici ci dicono che i disturbi dello spettro autistico sono 3-4 volte più frequenti rispetto a trent’anni fa”. L’assessore al sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, ha scelto il convegno “In rete pro autismo”, organizzato alla Gran Guardia di Verona dall’Azienda universitaria integrata e dalle associazioni delle famiglie, alla vigilia della Giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo, per testimoniare l’attenzione della Regione Veneto alle persone affette da disturbi dello spettro autistico e annunciare i prossimi interventi in materia di programmazione dei servizi.
 
“Giovedì 14 aprile convocherò il tavolo tecnico regionale sull’autismo – ha confermato l’assessore – per monitorare l’applicazione delle linee guida regionali varate a fine 2012 e riprendere il lavoro di valutazione comparata sullo stato dei servizi per bambini, adolescenti e adulti affetti da questo tipo di disturbi”.
 
Il tavolo, al quale siedono rappresentanti della Regione (area servizi sociali e tutela della salute mentale), direttori sociali delle Ulss, esperti delle sindromi autistiche e rappresentanti delle associazioni dei familiari, dovrà monitorare il funzionamento della rete territoriale, dai pediatri di base ai team multidisciplinari per l’età evolutiva e adulta, ai servizi residenziali e semiresidenziali, e dà indicazioni sull’applicazione delle linee guida con l’obiettivo di individuare e promuovere i migliori metodi di trattamento psicoeducativo e pratiche condivise di integrazione tra servizi.
 
“Vogliamo predisporre una vera e propria anagrafe dei servizi e delle esperienze nei diversi territori – ha precisato l’assessore – per offrire alle famiglie e alle persone affette dai disturbi dello spettro autistico tutte le opportunità di diagnosi, trattamento e percorso educativo-assistenziale. Dallo scorso anno i disturbi dello spettro autistico sono compresi nei livelli essenziali di assistenza garantiti dal servizio sanitario nazionale, ma le sindromi dell’autismo sono diverse tra loro, presentano diversi gradi di complessità e impongono una fortissima integrazione tra cure sanitarie e interventi sociali. Le famiglie hanno bisogno di sostegno, accompagnamento, educatori professionali specializzati, stretta collaborazione con la scuola e il territorio. Attorno ai 1800 ragazzi veneti con diagnosi accertata di autismo, ai bambini che stanno manifestando i primi sintomi di possibili sindromi autistiche, e agli adulti che convivono con questa forma di disabilità intellettiva, va costruita una rete di professionisti competenti e di ambienti accoglienti che possano scalfire il muro di silenzio e di incomunicabilità che li imprigiona e sostenere le famiglie nel loro difficile compito”.
 
“I numeri dell’autismo appaiono in crescita costante – ha sottolineato l’assessore – e impegnano il sistema sanitario e sociale a investire di più in prevenzione, ricerca, interventi educativi e rieducativi, sostegno alle famiglie, percorsi di vita indipendente per gli adulti e per quanti non hanno più una famiglia di riferimento. La Giunta intende valutare con grande attenzione anche la richiesta di attivare un centro regionale di riferimento per la ricerca e lo studio sull’autismo, ponendosi nel ruolo di catalizzatore di risorse pubbliche e private attorno a progetti specifici di interscambio europeo. La Regione Veneto vuole essere in prima fila, insieme al mondo associativo, per offrire una risposta di cura e accompagnamento ai disabili autistici e alle loro famiglie”. 

01 Aprile 2016

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