Veneto. Coletto: “Costi standard devono valere per tutti, non si possono esentare Regioni autonome”

Veneto. Coletto: “Costi standard devono valere per tutti, non si possono esentare Regioni autonome”

Veneto. Coletto: “Costi standard devono valere per tutti, non si possono esentare Regioni autonome”
Lo ha detto l'assessore alla Sanità alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, si discute tra l’altro dei fondi per la sanità nel triennio 2016-2018. “L’opposizione a farsi carico della loro parte in funzione della loro specialità è un problema, perché, qualora passasse, andrebbe anche a incidere sull’equità dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, qualora in buona parte d’Italia si dovessero sopportare tagli e in altre no”.

“Credo si tratti di semplice buon senso: se sacrifici vanno fatti sui fondi nazionali per la sanità, questi devono essere per tutti, senza alcuna neutralizzazione, devono basarsi esclusivamente sui costi standard e devono rispettare l’articolo 32 della Costituzione che sancisce l’universalità delle cure in questo Paese”. Lo dice l’Assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Luca Coletto, oggi a Roma dove, alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, si discute tra l’altro dei fondi per la sanità nel triennio 2016-2018.

“L’opposizione delle Regioni e Province a Statuto Speciale a farsi carico della loro parte in funzione della loro specialità – dice l’esponente di Palazzo Balbi – è un problema, perché, qualora passasse, andrebbe anche a incidere sull’equità dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, qualora in buona parte d’Italia si dovessero sopportare tagli e in altre no”.

“Sia ben chiaro – conclude l’Assessore Veneto – che ciò non significa in alcun modo togliere qualcosa di dovuto alle Specialità, ma rendere equa la gestione sanitaria in tutto il Paese. Se no, diano al Veneto l’Autonomia per la quale il nostro Presidente ha avviato le procedure costituzionali il 17 marzo e il Veneto saprà arrangiarsi senza chiedere niente a nessuno utilizzando i circa 20 miliardi di residuo fiscale attivo che ogni anno lasciamo a Roma”.

31 Marzo 2016

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